Simonetta Bumbi – Poetessa e Scrittrice

io, simonetta  bumbi: qualcosa di me

“simonetta nasce e vive a roma dal 28 settembre del 1958. prende il cognome bumbi dopo tre giorni. dopo ventidue anni ne prende un altro. e dopo quarantasette non si chiama più.

scrive da sempre. in seguito, su prescrizione della sua psichiatra.

non ama le maiuscole, fanno la differenza fra tutto, specialmente tra le persone, ma le usa quando scrive di Lui (Dio).”

caro lorenzo,

sono uscita di casa il 7 gennaio 2007, con in mano tre limoni, una tracolla nera ed un chiwawa bianco nel trasportino. il suo nome è pisolo, un regalo di mia figlia, per non farmi sentire sola nella nuova casa. ed ha fatto bene, perché lui, oltre ad essere l’unico uomo di casa, è il confidente e il familiare più attento che ci possa essere. la sua intelligenza supera ogni aspettativa umana, e la sua compagnia notturna, nel mio letto, sa darmi quel calore che basta a far trascorrere le ore che mi dividono dagli incubi alla realtà dell’alba.

prima di lui ho avuto altre compagnie a 4 zampe, tutte eccezionali, ma due tartarughe d’acqua sono riuscite a fare un piccolo miracolo. tarta e ruga hanno preso il posto della mia parola verbale per tre anni, e sono state la medicina per poter riacquistare, almeno in parte, il contatto con la società da cui fuggivo. devo molto a loro.

ed è proprio da tarta e ruga che nasce “iostoconletartarughe” delle edizioni smasher.

loro scrivono: la casa editrice smasher ha scelto di pubblicare “iostoconletartarughe” per la sua originalità nel trattare argomenti difficili: la vita, la morte, i rapporti di coppia, ma soprattutto la relazione più complessa di tutta: quella con il proprio io.

ho altre pubblicazioni da inserire nella “lista della spesa”, ma la cosa più importante non sono i titoli, ma le persone che ci sono “dentro”, e alle quali devo moltissimo. e di questo posso solo che ringraziare Dio. ma siccome potrei dimenticare qualcuno, non citerò nessuno…

ho tante cose nella mente, ma non so se si possono chiamare progetti.

vivo ogni giorno come fosse l’ultimo, e lo vivo a 360 gradi spesso da dietro ad uno schermo, perché è difficile tirarmi fuori da casa, ché porto dentro ancora il terrore dell’abbandono, e temo di non ritrovarla più al mio ritorno.

difficile è gestire la depressione, ma non dispero.

che faccio? tutto e niente, ma la cosa più importante è: riuscire a svegliarmi la mattina.

questa è la mia casa nel web: http://iostoconletartarughe.wordpress.com/

ed ora sono qui, nella tua, e te ne sono davvero grata. infinitamente grata…

ecco, amico mio, tutto qui.

ti avevo chiesto di scegliere tu, ma io ti mando due brani a cui tengo molto: perché, oggi (da iostoconletartarughe) e quando qualcuno (da quando qualcuno) ma decidi tu in tutta serenità.

il tuo brano, che mi piacerebbe si potesse ascoltare è “i colori della vita”, perché è stupendo e l’ho consumato.

per la foto, ti invio quella che uso ovunque, e credo sia indicatissima, per la nostra luna…

I colori della vita (New York in Winter) di Lorenzo Pescini

(I colori della vita – Musica di Lorenzo Pescini)

perché, oggi

perché ho passeggiato sulla spiaggia ed ho trovato impronte che non mi appartengono più e  il mare vagava oltre il sole che lo aveva lasciato solo, a dipingere il cielo, per me.

perché per me il cielo è l’unico filo che mi unisce al resto del mondo, quel mondo fatto di fantasmi che mi premono dentro.

perché dentro c’è una malattia che conservo come un tesoro e ne sono gelosa e non permetterò mai a nessuno di guarirmela, se non dopo.

perché dopo è l’unica giustificazione che darò a Dio, e affronto il giorno in attesa del lungo sonno.

perché addormentarsi non è mai troppo presto quando la luce diviene peso per gli occhi, ed hai solo quelli, come secchiello, per continuare a costruire castelli.

perché i castelli hanno bisogno di principi e principesse, e di storie che si leggono solo sul viso dei bambini.

perché il mio viso è stato bambino, sul tuo, e mi accontento del profumo di questa spiaggia che si è incastrata fra le mie rughe, perché una notte ci hai sorriso dentro, e ti trattengo così, nel silenzio dell’acqua, che mi porta con

sé.

perché parlarti in silenzio è l’unico alfabeto che il mio cuore conosce, ora, e lascio gesticolare i ricordi come le onde che giocano ai miei piedi, e rimango immobile per non calpestare nemmeno un secondo, di ciò che rimane.

perché un secondo è una distanza troppo lontana nel mio petto, e dormo sulla sabbia per esserti vicina anche se non c’è più posto per le mie mani, e così le lascio su un cancello in attesa della luna piena.

perché la luna è amica del buio, ed io sono senza vista.

perché ti ho visto, e ti ho amato.

perché ti amo e cerco di immaginare come sarei senza, e non mi vedo.

perché ti vedo ovunque, e penso che ci sono amori che devono essere amati ogni oggi.

perché oggi sono stata al mare, e.

quando qualcuno

ti potrò raccontare delle parole
vissute
toccate
sfinite dai nervi tesi
e bloccate dalla punta dei piedi
che sfiorano i polpacci
per sentirti venire.

e di quelle senza fiato
quasi a svenire dall’emozione
di te
seduto sul bordo di una poltrona
che perdoni il mio vestirmi
e assolvi la carne di sguardi
e mi sistemi le calze e il sudore
che profuma di sudori rubati.

e delle distanti
quelle che escono dalle mani
che è sempre troppa la rabbia
mentre le lasci
sui lacci delle scarpe
e della fame che ti brucia
dentro
perché dentro
ancora non tutto
è stato detto.

e di quelle graffiate
impaginate dietro a una foto
per ascoltare il rumore del vuoto
e saranno di marmo
nel momento
che non avrò momenti
per parlarti
della mia pelle
che ti sta.

ed è leggendo
che le rivivo nelle tempeste
quelle non dette
e il tempo me le risputa negli occhi
e i suoi rimpianti
saranno figlie di nessuno
perché le parole partoriscono solo
quando qualcuno.

simonetta

Venti parole

lo sguardo nel cuore è la devozione, e credere in Dio è la forza da cui prendo spunto ogni istante, ma c’è una lotta dentro, che si decompone con l’umano. forse ho una visione personale dell’amore, non so, ma potrei dire che nell’universalità della mia persona sono donna, madre, madonna e troia. mi sento completa, ma non vendo l’anima. san francesco è guida, e madre teresa di calcutta mi incita, verso i confini delle strade, aiutandomi a non mettere confini, ma non sono una santa.

l’onestà è la mia filosofia di vita, e siamo noi gli “oggetti” su cui volgere gli occhi, per ritornare ad essere degli esseri, ed è questo mondo, che mi ispira, ché tutto è “poeta”, ed io “ci” osservo e rifletto e medito e prego, cercando di non fregare nessuno.

e per addolcire i miei errori, ascolto tantissima musica, fino a divenire tutt’uno con lei, e poi.

e poi, scrivo…

fine

Un poeta su tutti.

 
non posso dirne uno. ne posso e voglio dire quattro.
carlo mieli e luigi romolo carrino, perché ci sono, perché li ho toccati (la pelle sono i miei occhi) e con loro ho toccato e tocco la poesia, quella che esce dalla carne, e non solo da quella propria, ma quella sofferta anche dagli altri, quella di chi ha tanto da dare ma non se lo caga nessuno perché il mondo va così e allora ti danni, e scrivi poesie dannatamente belle.
charles bukowski e pier paolo pasolini, perché ci sono stati e se ne sono fregati, continuando ad essere se stessi.
a tutti e quattro li lega la strada. e la strada, è la mia terra.

 (da Neobar – PoetryLab di Abele Longo)

[Simonetta ha lavorato con il compositore Lorenzo Pescini ed altri artisti su un originale progetto dal titolo “Sulla strada di Venere” nel quale musica, pittura e poesia si fondono insieme dando vita ad un modo di fare arte innovativo e sperimentale. Info: www.pescini.com/cms/venere.html ]


Vieni a scoprire il magico mondo musicale di Lorenzo Pescini!


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