I 60 brani per pianoforte più difficili di sempre (2/6)

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Questa è la pagina 2 di 6 dell’elenco dei brani per pianoforte più difficili di sempre. Per ogni pezzo, dopo una breve presentazione dell’autore e della composizione, viene proposto un video di una performance dal vivo ed uno con lo spartito in modo da poter apprezzare la difficoltà e complessità sia esecutiva-tecnica che di lettura.
Per suggerimenti o segnalazioni potete scrivere a
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Behind the moon (Pescini)

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Franz Liszt (Raiding, 22 ottobre 1811 – Bayreuth, 31 luglio 1886), compositore, pianista, direttore d’orchestra e organista ungherese.

39) Mephisto Waltz no. 1 in A major

I Mefisto valzer (in tedesco Mephisto-Walzer) sono quattro valzer composti dal compositore ungherese Franz Liszt tra il 1859-1862, 1880-1881, 1883 e 1885. I numeri 1 e 2 furono composti inizialmente per orchestra, poi arrangiati per pianoforte, pianoforte a quattro mani e due pianoforti, mentre il terzo e il quarto furono scritti per pianoforte solo. Dei quattro, il primo è il più popolare e viene spesso eseguito in concerto o inciso.

38) La Campanella from Paganini Etude No 3

La campanella è il nome dato comunemente all’opera Étude S.140 in sol diesis minore No.3 di Liszt (Grandes études de Paganini). È costruito sulla melodia del movimento finale del Concerto per violino e orchestra n. 2 (Paganini), di cui rielabora il motivo per il pianoforte.  La melodia principale è da suonarsi prevalentemente con la mano destra alternata a tratti dalla sinistra che ne prende la voce.  Una particolare difficoltà consiste nell’esecuzione leggera e piano per tutta la prima metà parte del pezzo, poi più mosso e forte nella seconda; alcuni pianisti, però, la eseguono tutta forte e presto nel finale (esecuzione che perde di espressione, ma guadagna in semplicità). Contrariamente a quanto possa sembrare, l’esecuzione di intervalli molto elevati eseguiti piano p o pp è più ardua di un fortissimo a causa della grande capacità di controllo necessarie a bilanciare la caduta della mano senza precipitare sulla tastiera.

37) 12 Études d’exécution transcendante

I 12 studi di esecuzione trascendentale (Études d’exécution transcendante) sono composizioni pianistiche di Franz Liszt, composte tra il 1826 e il 1851. La seconda versione risale al 1837 e fu pubblicata contemporaneamente a Parigi, Milano e Vienna sotto il titolo Douze grandes études, S.137 nel catalogo delle opere. Si tratta di una vigorosa e radicale riscrittura dell’acerbo materiale del 1826 e i dodici studi che ne risultano sono ricchi di accorgimenti tecnico-strumentali assai avanzati e sono di difficoltà strumentale altissima, ai limiti della corretta eseguibilità. Gli studi trascendentali sono uno dei cicli di composizioni dove meglio si può vedere la ricerca svolta dal compositore ungherese di estrarre dal pianoforte nuove possibilità espressive, anche andando contro i modi più ortodossi e consolidati del pianismo; ricerca, va detto per inciso, suffragata anche dalle numerose innovazioni tecniche che in quegli anni si introducevano sui pianoforti e che li stavano lentamente portando ad assumere l’attuale fisionomia. Si hanno così pezzi con intere pagine da eseguire nel registro grave del pianoforte (Vision), vorticose scalette su e giù per la tastiera praticamente in ogni forma possibile, passaggi dall’armonia audace o dalle impreviste difficoltà ritmiche (Wilde Jagd). In quest’ottica rimangono tutt’oggi per il pianista alcune tra le composizioni più impegnative da affrontare per il modo assolutamente libero da ogni tipo di condizionamento di coniugare le difficoltà tecniche con le difficoltà musicali dell’esecuzione. Coerentemente con le idee più volte propugnate da Liszt di una musica a programma, dieci su dodici studi trascendentali recano un titolo (scritto da Liszt stesso) altamente evocativo sulla musica del pezzo. Tra i casi più evidenti citiamo Chasse-neige (scaccianeve), dove un prolungato tremolo e varie scalette cromatiche rievocano con abilità gli ululati del vento e il vorticare della neve. Gli altri due studi non titolati da Liszt (il secondo e il decimo) si sono comunque guadagnati dei titoli non originali ma alquanto utilizzati.

36) Sonata in si minore

La Sonata in si minore (S.178) è un’opera pianistica del compositore ungherese Franz Liszt. Fu scritta a Weimar tra il 1852 e il 1853 e pubblicata nel 1854 da Breitkopf & Hartel a Lipsia, con dedica a Schumann (il quale aveva a sua volta dedicato a Liszt la Fantasia op. 17). Dopo che la Sonata venne data alle stampe nel 1854 Liszt ne inviò a Schumann (il dedicatario) una copia. Poiché a quella data quest’ultimo era già ricoverato in una clinica per malattie nervose, il plico venne aperto dalla moglie Clara, la quale lesse il pezzo al pianoforte assieme a Brahms, che soggiornava in casa sua. Clara scrisse nel suo diario: « Null’altro che un cieco rumore, neppure una minima idea sana, tutto è imbrogliato, impossibile trovarci un collegamento armonico chiaro, e bisogna tuttavia che lo ringrazi. È veramente troppo spaventevole” » Fu però così grande il ribrezzo che Clara provò per la composizione che venne meno ai suoi propositi e non ringraziò Liszt per la dedica al marito. (Suggerisco questo breve e simpatico video… www.youtube.com/watch?v=1xjiIlc5VRI )

35) Rondo Fantastique “El Contrabandista” 

Fantastic Rondo sul tema spagnolo “La contrabandista” è una composizione musicale per pianoforte solo del compositore ungherese Franz Liszt. Il pezzo è stato basato sul popolare canzone opera di Manuel Garcia, “Yo que soy contrabandista”, ed è stato il primo titolo Opus 5 n. 2 Questo è stato probabilmente l’ultimo pezzo che Liszt ha dato un numero d’opera. Anche se Liszt inizialmente inteso questo pezzo come un finale bravura per i suoi recitals sembra che non l’abbia mai inserito forse a causa della complessità del pezzo o di altri fattori sconosciuti.

34) Reminiscences de Don Juan

Réminiscences de Don Juan (S. 418) è un opera fantastica per pianoforte di Franz Liszt su temi dal Don Giovanni di Mozart. E ‘ dal punto di vista tecnico particolarmente complessa. Per questo motivo, e forse anche a causa della sua lunghezza e intensità drammatica, non appare nei programmi dei concerti spesso quanto pezzi più leggeri e più popolari di Liszt. Come dice Ferruccio Busoni nella prefazione alla sua edizione 1918 dei lavori, le reminiscenze porta “un significato quasi simbolico come il punto più alto del pianismo.” Liszt scrisse l’opera nel 1841 e ha pubblicato una versione per due pianoforti (S. 656) nel 1877

34b) Sinfonia Fantastica di Hector
Berlioz (trascrizione per pianoforte)

(Opera segnalata da Berengario Stagno d’Alcontres)

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Charles Valentin Alkan (Parigi, 30 novembre 1813 – Parigi, 29 marzo 1888) pianista e compositore francese. Le sue composizioni per pianoforte solo includono alcune opere tra le più difficili dell’intera letteratura pianistica, e gli interpreti che possono padroneggiarle sono molto pochi.

33) Estude Op. 39 N0. 12 (Le Festin D’Esope)

Le festin d’Ésope (La festa di Esopo), Op. 39 No. 12, è uno studio per pianoforte scritto da Charles-Valentin Alkan. È l’ultimo dei Dodici studi dell’Op. 39 (Douze études dans tous les tons mineurs), ed è formato da venticinque variazioni basate sul tema originale in Mi minore. Le abilità tecniche richieste per suonare questo brano sono la somma di quelle richieste per gli undici studi precedenti. L’opera richiede un’abilità estremamente virtuosistica, per via della presenza di ottave sovrapposte estremamente veloci, scale veloci con contemporaneo accompagnamento a sinistra, ampi balzi della mano, rapidi accordi molto estesi, svariati tremolii, doppie ottave, trilli e gruppi irregolari per formazione molto vasti (come undicine, sedicine ecc.). Un’esecuzione normale si aggira per durata intorno ai dieci minuti. Si dice che le variazioni rappresentino i vari animali delle favole di Esopo. Alkan gioca in ogni modo con il tema, trattando quasi ogni tipo di variazione: dalle più semplici e ovvie, come la prima, a quelle trascendentali e molto complesse, come la sedicesima.

32) Trois Etudes de Bravoure Op. 16 (Tre Scherzi)

I tre scherzi  op. 16 di Alkan sono stati scritti nel 1837 e sono composti da No. 1 Mouvement de valse, No. 2 Moderato (quasi Minuetto), No. 3 Prestissimo

31) 12 Etude Op. 35

Gli studi Op. 35 di Alkan,  sono 12 studi su tutte le tonalità maggiori. Si propone il nr. 7 “L’incendie au village voisin”.

30) Etude Op. 39 No. 10 (Concerto per piano solo)

Concerto per Piano Solo (francese: Concerto pour piano seul) è un 3-movimento assolo di pianoforte pezzo scritto da Charles-Valentin Alkan. Pubblicato nel 1857 (anche se può essere stato scritto alcuni anni prima). Con sezioni contrassegnate “Tutti”, “Solo” e “Piano”, il pezzo richiede il solista per presentare le voci di entrambi l’orchestra e il solista. Il pianista Jack Gibbons commentò: “Lo stile e la forma della musica assumono un carattere monumentale con strutture e armonie dense e di qualità … evocando il mondo del suono di un’intera orchestra. Ciò rende estremamente l’esecuzione, sia dal punto fisico che mentale.” Il pezzo, compresi tutti i 3 movimenti, è lungo 121 pagine e dura circa 50 minuti. Il primo movimento di per sé, è composto da 72 pagine e dura oltre 29 minuti. Adrian Corleonis considera il Concerto il brano più difficile per pianoforte prima dell’arrivo di  Kaikhosru Shapurji Sorabji e Ferruccio Busoni.

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L’elenco dei 60 brani pianistici più difficili (con Rachmaninoff, Skrjabin, Ravel e molti altriprosegue a

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Reflections (Pescini)

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(ultimo aggiornamento: 9/16)

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