Vivere sognare

artificio

“Ho realizzato un sogno!” disse Giovanna a Carlo, il suo migliore amico.

“Chissà che vuoto immenso avrai dentro!”

“Perchè dici questo? Sono così felice…”

“Mah sarà…vedi Giovy, realizzare un sogno significa avere un po’ più di passato e un po’ meno materiale su cui far fare ai propri pensieri i più bei voli pindarici…”

“Perché sei così pessimista stamani?” domandò dubbiosa.

“Non sono pessimista, sono solo realista. Nella vita ci dobbiamo dare degli obiettivi, anche importanti e magari raggiungibili sono con molta fatica e dedizione; immensa sarà la soddisfazione di vederli realizzati. La qualità della vita di un uomo sta proprio nel selezionare bene i propri obiettivi, equilibrando tutti i migliori ingredienti che rendono più interessante vivere questa esistenza, mixando la professione, la famiglia, il divertimento, la cultura, lo sport, etc… e di conseguenza orientare tutti gli sforzi verso tali mete. Toccarli con mano è l’esperienza più bella che una persona possa provare”.

“E cosa c’entrano i sogni?”

“I sogni sono un’altra cosa. Fanno parte di un mondo parallelo, che deve rimanere tale. I sogni devo essere davvero irrealizzabili e per questo non devono affatto essere realizzati. Primo perché se il sogno è davvero un “sogno” per quanto ti sforzerai non lo raggiungerai mai e vano sarà tutto l’impegno profuso, un po’ come nella famosa novella di Kafka “Il messaggio dell’imperatore”. L’effetto che produrrà questa corsa verso l’assurdo sarà solo insoddisfazione, demoralizzazione, sconforto. Quante persone vedi afflitte e scontente perché vorrebbero realizzare un sogno impossibile? E ci credono pure!”

“Beh pensandoci non è del tutto sbagliato…”

“Secondo è che nei rarissimi casi che si arrivi alla metà (più per scarsa “qualità” dei sogni che per il valore dei risultati) si apre nel mondo emotivo della persona un vuoto, tanto più immenso quanto rilevante era il valore del sogno: il giorno dopo si deve ripartire da zero per dare un nuovo senso alla vita, attraverso la copertura dello spazio lasciato libero da qualcosa che ormai è stato accantonato nella biblioteca della propria esistenza. E’ un percorso faticoso che ha un retrogusto amaro, un po’ come quello che si prova la domenica sera quando da casa si lascia la famiglia per rientrare nella città in cui si lavora. Oltre a ciò il sogno, una volta trasformato in realtà, si scontra con la concretezza e l’imperfezione del vissuto. Un sogno, una volta “materializzato” perde immediatamente la patina del fantastico sporcandosi della polvere dell’esistente e per molti aspetti perdendo quella bellezza “vergine” che solo la nostra immaginazione riesce a creare”.

Lorenzo Pescini (2010)

Lorenzo suggerisce durante la lettura il seguente video:

Immagine di Elisabetta Talone: www.pescini.com/cms/elisabettatalone.html

Per ritornare nello studio musicale virtuale di Lorenzo Pescini: www.pescini.com