I 60 pezzi per pianoforte più difficili (4/6)

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Questa è la pagina 4 di 6 dell’elenco dei brani per pianoforte più difficili di sempre. Per ogni pezzo, dopo una breve presentazione dell’autore e della composizione, viene proposto un video di una performance dal vivo ed uno con lo spartito in modo da poter apprezzare la difficoltà e complessità sia esecutiva-tecnica che di lettura.
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Aphrodite’s spell (Pescini)

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Nikolaj Karlovič Metner (Mosca, 5 gennaio 1880 – Londra, 13 novembre 1951) compositore e pianista russo. Contemporaneo di Sergej Rachmaninov e Aleksandr Skrjabin, scrisse un consistente numero di composizioni, tutte comprendenti il pianoforte.

19) Sonata op. 25, no. 2 “Night wind”

La Settima Sonata in mi minore, Night Wind, prende spunto dal poema di Fyodor Tyutchev (1832) “Di cosa ti urli, la notte il vento …?” . Completata nel 1911 e dedicata a Sergej Rachmaninoff, che immediatamente riconobbe la sua grandezza. Si tratta di una vasta opera di un movimento, della durata di circa 35 minuti, in due parti principali: una forma-sonata Introduzione e Allegro, seguita da una fantasia ricoperta da una oscuro ma attiva Coda, quest’ultima interamente ed ingegnosamente elaborata sulla base di materiale presentato nella Introduzione. Sotto il titolo “Sonata” Medtner ha aggiunto una nota: “L’intero pezzo è in uno spirito epico” Geoffrey Tozer ha detto: “ha la reputazione di essere un difficile lavoro spaventosamente lungo, faticoso sia da suonare che da ascoltare, ma di qualità magnifica e meravigliosa invenzione.”

Igor’ Fëdorovič Stravinskij (Lomonosov, 17 giugno 1882 – New York, 6 aprile 1971) compositore russo naturalizzato francese, e in seguito statunitense.

18) Tre movimenti da Petruska

Tre movimenti da Petruska è una trascrizione per pianoforte composizione schiettamente virtuosistica scritta nel 1921 per Arthur Rubinstein.

Samuil Yevgenyevich Feinberg (26 May 1890, Odessa – 22 October 1962, Moscow) composiotre e pianista sovietico.

17) Piano Sonata No.6, Op.13 

La Piano Sonata No. 6, op. 13, di Samuil Feinberg fu composta nel 1923 Il pezzo fu eseguito la prima volta il 4 settembre 1925 al Festival di Musica Contemporanea di Venezia.

Sergej Sergeevič Prokof’ev (23 aprile 1891 – Mosca, 5 marzo 1953) è stato un musicista, pianista e compositore russo.

16) Toccata in D minor, Op. 11

La Toccata in re minore, op. 11 è un brano per pianoforte solo, scritto da Sergej Prokofiev nel 1912. Si tratta di un ulteriore sviluppo della forma toccata, che è stato utilizzato da compositori tali come Johann Sebastian Bach e Robert Schumann. Altri compositori di toccate ben noti includono Maurice Ravel, Dmitri Kabalevsky e Aram Khachaturian. Questo pezzo particolare è un fiore all’occhiello estremamente difficile, che è molto popolare tra i pianisti virtuosi ed è stato registrato da molti.  Secondo la biografia del compositore David Gutman, Prokofiev stesso aveva difficoltà a suonarla, perché la sua tecnica, oggettivamente notevole, non era comunque sufficiente per padroneggiare il pezzo.

Kaikhosru Shapurji Sorabji (Chingford, Essex, 14 agosto 1892 – Winfrith Newburgh, Dorset, 15 ottobre 1988), compositore e pianista britannico, di origine Parsi. Una delle sue opere più famose, l’Opus Clavicembalisticum, è considerato uno dei pezzi più difficili mai scritti per pianoforte per virtuosismo trascendentale e durata (a seconda dell’esecuzione può variare da oltre tre fino a cinque ore). Il suo lavoro mastodontico (oltre 11.000 pagine di spartiti e 100 ore di musica) ne fa uno compositori più prolifici del XX secolo.

15) Fantaisie Espagnole

Composizione per pianoforte scritta da Sorabji nel 1919.

14) Opus Clavicembalisticum

L’Opus Clavicembalisticum è una composizione pianistica atonale e caratterizzata dall’assai denso contrappunto composta dal compositore e pianista britannico Kaikhosru Shapurji Sorabji, iniziata molto presumibilmente verso la fine del 1929 e completata il 25 giugno 1930, come apprendiamo dalla postilla alla fine del manoscritto. Il pezzo è notevole per la sua lunghezza e difficoltà: al momento del suo completamento è stato il pezzo più lungo (247 pagine) e complesso per pianoforte mai composto prima. A causa della sua struttura e delle affermazioni del compositore in un commento in fondo al manoscritto, conosciamo che l’opera è ispirata alla Fantasia Contrappuntistica di Ferruccio Busoni, che ascoltò nel novembre 1929. La sua durata è di circa quattro ore, a seconda del tempo esecutivo. Molte delle opere successive composte da Sorabji, come le “Variazioni Sinfoniche”, che durano circa 8-9 ore, sono simili per durata al lavoro di Frederic Rzewski intitolato “The Road” (10 ore) e al lavoro di Jacob Mashak, “Beatus Vir” per due pianoforti (11 ore).

Vladimir Horowitz (Kiev, 1º ottobre 1903 – New York, 5 novembre 1989) è stato un pianista e compositore russo di origine ucraina.

13) Bizet’s Carmen variations

Le Bizet’s Carmen variations sono una serie di variazioni composte ed eseguite dal pianista russo-americano Vladimir Horowitz. Essi si basano sulla Danza Gitana dell’opera di Georges Bizet Carmen. Furono eseguite per la prima volta durante i concerti da Horowitz nei primi anni venti.

Nikolaos Skalkottas (21 marzo 1904 – 19 settembre 1949) compositore greco, uno dei massimi del XX secolo.

12) 32 piano pieces

I 32 Piano Pieces, scritti nel 1940,  mostrano le tante sfaccettature di Skalkottas, con pezzi di carattere, movimenti di danza neo-classica e jazz con influenze e studi a breve in vari stili formali (canonico, Sonatina, rondò e così via). Skalkottas disse che stava proponendo una nuova tecnica di suonare il pianoforte. Sebbene si senta influenze di Busoni, Schoenberg, Weill e Hindemith l’opera è sicuramente una enorme prova di resistenza, e quando raramente sono eseguite in pubblico, normalmente vengono suddivise in due serate.

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Olivier Messiaen (Avignone, 10 dicembre 1908 – Clichy, 27 aprile 1992) è compositore, organista e ornitologo francese.

11) Vingt regards sur l’enfant Jésus

Vingt Regards sur l’enfant Jésus-è una raccolta di 20 brani del compositore francese Olivier Messiaen (1908-1992) per pianoforte solo. L’opera è una meditazione sulla infanzia di Gesù, della durata di circa due ore. Il titolo francese si traduce approssimativamente come “Venti contemplazioni sul bambino Gesù”. Fu composta nel 1944 per Yvonne Loriod, che Messiaen sposò nel 1961, dopo la morte della sua prima moglie. Keith Kirchoff scrive “To say that Messiaen’s Vingt Regards sur L’Enfant-Jesus (Twenty Contemplations on the Infant Jesus) is a masterpiece is a gross understatement. Over sixty years after its composition, it has rightfully earned the recognition of being one of the most important piano works of the 20th century. There are very few pieces in all of the piano literature that can match it for not only its great size (over two hours), but also its tight compositional structure and thematic cohesiveness. Furthermore, the piece is such a highly expressive and personal work, that no listener can truly remain unchanged after a complete hearing. Yet despite the work’s recognition and the incredible cumulative effect of experiencing the piece in entirety, it is seldomly presented in its complete form.”

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L’elenco dei 60 brani “impossibili” per pianoforte (con Ligeti, Stockhausen, Sciarrino e molti altri) prosegue a 

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For T (Pescini)

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(Ultimo aggiornamento: 10/16)

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