Tutti i Presidenti della Repubblica Italiana (segue)

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Italia. Ecco l’elenco aggiornato di tutti i Presidenti della Repubblica Italiana che si sono susseguiti in questi decenni. Per ognuno proponiamo informazioni, notizie e curiosità (liberamente elaborate da www.wikipedia.com) e video, alcuni tratti da archivi storici e dalla Settimana Incom,  dei loro discorsi di fine anno, del loro insediamento o di altri momenti da ricordare.

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6° GIOVANNI LEONE

dal 29 dicembre 1971 al 15 giugno 1978

06 - Giovanni Leone

Giovanni Leone (Napoli, 3 novembre 1908 – Roma, 9 novembre 2001) è stato un politico, avvocato e giurista italiano, sesto presidente della Repubblica italiana. Fu presidente della Camera dei deputati dal 10 maggio 1955 al 21 giugno 1963 e per due volte presidente del Consiglio (nel 1963 e nel 1968). Nominato senatore a vita dal Presidente Saragat, il 27 agosto 1967, fu il primo senatore a vita a diventare Presidente della Repubblica Italiana, una circostanza che si è ripetuta solo nel 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano. È stato anche il primo a ricoprire tutte e tre le cariche principali dello Stato, quella di almeno uno dei rami del Parlamento (nel caso specifico, la Camera), quella di Presidente del Consiglio e quella di Presidente della Repubblica; dopo di lui, lo sarà anche Francesco Cossiga, che fu – però – Presidente del Senato, oltre che titolare delle altre due cariche.

Curiosità: Napoletano superstizioso, Leone fu immortalato dai fotografi mentre atteggiava le dita nel gesto delle corna, sia il 7 settembre 1973, durante la visita presidenziale all’ospedale di Napoli dove erano ricoverati i contagiati dell’epidemia di colera che, successivamente, in modo più ostentato, il 18 ottobre 1975, mentre reagiva con tale gesto alle contestazioni degli studenti dell’Università di Pisa che lo avevano accolto insultandolo.

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5° GIUSEPPE SARAGAT

dal 29 dicembre 1964 al 29 dicembre 1971

Giuseppe Saragat, Presidente della Repubblica 1964 - 1971

Giuseppe Saragat (Torino, 19 settembre 1898 – Roma, 11 giugno 1988) è stato un politico e diplomatico italiano, quinto Presidente della Repubblica Italiana e primo socialista a ricoprire la carica. Protagonista della convulsa storia italiana del secondo dopoguerra, leader storico della famiglia socialista e, in particolare, del Partito Socialista Democratico Italiano, Saragat fu anche Presidente dell’Assemblea Costituente, più volte vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli affari esteri; ambasciatore a Parigi.

Curiosità: Saragat era un buongustaio; amava la buona tavola e, soprattutto, i vini piemontesi, tanto da essere stato soprannominato “Barbera” da Indro Montanelli. Da buon conoscitore, però, riteneva che: “Il barolo è il vino dei re, ma il barbaresco è il re dei vini”.

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4° ANTONIO SEGNI

dall’11 maggio 1962 al 6 dicembre 1964

04 - Antonio Segni

Antonio Segni (Sassari, 2 febbraio 1891 – Roma, 1º dicembre 1972) è stato un politico italiano, quarto presidente della Repubblica. È stato il 5º e l’8º Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Dopo aver ricoperto diversi incarichi governativi nei governi Bonomi III, Parri, De Gasperi I, De Gasperi VII e Pella, Segni fu per due volte Presidente del Consiglio dei ministri, dal 6 luglio 1955 al 15 maggio 1957 e dal 15 febbraio 1959 al 23 marzo 1960. La sua Presidenza, che durò solo due anni e mezzo (dall’elezione del 6 maggio 1962 sino alle dimissioni volontarie del 6 dicembre 1964), fu la più breve della storia repubblicana dopo quella di Enrico De Nicola. Nel 1964 autorizzò il comandante dei Carabinieri Giovanni De Lorenzo a predisporre un piano di emergenza, passato alle cronache come Piano Solo, da taluni definito come un tentativo di colpo di Stato.

Curiosità: Durante una missione a Parigi, Segni, allora Presidente del Consiglio, si recò in visita al Palazzo dell’ UNESCO. Mentre si era fermato ad ammirare un grande affresco di Picasso, fu improvvisamente investito da giornalisti e fotografi e d’istinto, fece il gesto di coprirsi gli occhi dalla luce dei flash. Il giorno dopo, la prima pagina del quotidiano parigino “Le Figaro” scrisse: “Il Presidente del Consiglio italiano non nasconde il suo orrore davanti all’affresco di Picasso”. Il titolo, che voleva essere denigratorio, fu però apprezzato dall’opinione pubblica italiana: giunsero infatti al politico democristiano numerose lettere nelle quali lo si elogiava per aver manifestato pubblicamente il suo disgusto per l’arte moderna.

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3° GIOVANNI GRONCHI

dall’11 maggio 1955 al 11 maggio 1962

03 - Giovanni Gronchi

Giovanni Gronchi (Pontedera, 10 settembre 1887 – Roma, 17 ottobre 1978) è stato un politico italiano, terzo Presidente della Repubblica Italiana, tra il 1955 e il 1962. Già Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio nei governi Bonomi II, Bonomi III e De Gasperi I, fu il primo democristiano ad essere eletto Presidente della Repubblica.

Curiosità: Il 3 aprile 1961, in occasione del viaggio del presidente della Repubblica in Sudamerica, fu emesso un francobollo che fu subito ritirato e sostituito, a causa di un errore nella riproduzione dei confini geografici del Perù. Tale francobollo, ben presto denominato “Gronchi rosa”, raggiunse subito quotazioni speculative e suscitò un immediato interesse per la filatelia in Italia. Attualmente, la sua quotazione è nell’ordine di circa mille euro per il francobollo nuovo con la gomma integra e di circa cinquecento euro per i francobolli senza gomma che provengono dalle affrancature delle buste intercettate e ricoperte con un nuovo francobollo di colore grigio. Quei pochissimi valori che invece sono sfuggiti al ritiro (e sono quindi regolarmente timbrati) raggiungono quotazioni ragguardevoli che possono arrivare anche a trentamila euro. Il “Gronchi rosa” è stato anche oggetto di numerose falsificazioni.

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2° LUIGI EINAUDI

dal 11 maggio 1948 al 11 maggio 1955

02 - Luigi Einaudi

Luigi Einaudi (Carrù, 24 marzo 1874 – Roma, 30 ottobre 1961) è stato un economista, accademico, politico e giornalista italiano, secondo Presidente della Repubblica Italiana. Intellettuale ed economista di fama mondiale, Luigi Einaudi è considerato uno dei padri della Repubblica Italiana. Suo figlio, Giulio, fondò la famosa casa editrice che porta il suo nome, la Giulio Einaudi Editore, mentre suo nipote Ludovico è un famoso musicista e compositore. Vice Presidente del Consiglio dei ministri, Ministro delle finanze, del tesoro e del bilancio nel IV Governo De Gasperi, tra il 1945 e il 1948 fu Governatore della Banca d’Italia. Dal 1948 al 1955 fu Presidente della Repubblica Italiana.

Curiosità: La parsimonia e la lotta agli sprechi di Luigi Einaudi, dopo anni di esercizio della carica di Governatore della Banca d’Italia, erano proverbiali. Ennio Flaiano, invitato a pranzo insieme alla redazione de Il Mondo di Mario Pannunzio, raccontava che, giunti alla frutta, il Presidente vide, con sorpresa, che nell’enorme vassoio c’erano solo frutti molto grandi e chiese ai commensali: “Io prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c’è nessuno che vuole dividerla con me?”

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1° ENRICO DE NICOLA

(Dal 1 luglio 1946 al 31 dicembre 1947 Capo Provvisorio dello Stato)

dal 1 gennaio 1948 al 11 maggio 1948

01 - Enrico De Nicola

Enrico De Nicola (Napoli, 9 novembre 1877 – Torre del Greco, 1º ottobre 1959) è stato un politico e avvocato italiano, primo Presidente della Repubblica Italiana. Fu eletto Capo provvisorio dello Stato dall’Assemblea Costituente il 28 giugno 1946 e ricoprì tale carica dal 1º luglio 1946 al 31 dicembre 1947. Il 1º gennaio 1948, a norma della prima disposizione transitoria della Costituzione, esercitò le attribuzioni e assunse il titolo di Presidente della repubblica, mantenendoli fino al successivo 12 maggio. De Nicola ricoprì numerosi altri incarichi pubblici: in particolare, è l’unico ad aver ricoperto sia la carica di Presidente del Senato sia quella di Presidente della Camera dei deputati. Nella sua vita è stato anche il primo Presidente della Corte Costituzionale, trovandosi così ad aver ricoperto quattro delle cinque maggiori cariche dello Stato.

Curiosità: Una delle questioni più scottanti sottoposte all’attenzione del Capo Provvisorio fu quella relativa alla sorte degli autori della strage di Villarbasse che avevano ucciso dieci persone a scopo di rapina: i tre autori del massacro catturati, una volta condannati a morte, gli inoltrarono una richiesta di grazia ma De Nicola, considerando l’efferatezza del delitto, la rifiutò. La sentenza, eseguita il 4 marzo 1947, fu l’ultima pena di morte eseguita in Italia.

 

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