I presidenti italiani dal 1946 ad oggi (Video, Info, Foto e Curiosità)

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Italia. Ecco l’elenco aggiornato di tutti i Presidenti della Repubblica Italiana che si sono susseguiti in questi decenni. Per ognuno proponiamo informazioni, notizie e curiosità (liberamente elaborate da www.wikipedia.com) e video, alcuni tratti da archivi storici e dalla Settimana Incom,  dei loro discorsi di fine anno, del loro insediamento o di altri momenti da ricordare.

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12° SERGIO MATTARELLA

dal 3 febbraio 2015

12 -Sergio Mattarella

Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941) è un politico e giurista italiano, 12º Presidente della Repubblica Italiana dal 3 febbraio 2015. Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di cui fu vicesegretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, La Margherita e il Partito Democratico. Ha ricoperto la carica di Ministro per i rapporti con il Parlamento (1987-1989), di Ministro della pubblica istruzione (1989-1990), di Vicepresidente del Consiglio (1998-1999), di Ministro della difesa (1999-2001) e infine di giudice costituzionale (2011-2015). Il 31 gennaio 2015 è stato eletto al quarto scrutinio presidente della Repubblica con 665 voti, poco meno dei due terzi dell’assemblea elettiva. Ha giurato il successivo 3 febbraio.

Curiosità: Mattarella comincia a caratterizzare il suo mandato con gesti di sobrietà, rinunciando nel maggio 2015 al vitalizio da professore universitario.

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11° GIORGIO NAPOLITANO

dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015

11 - Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, Presidente emerito della Repubblica Italiana, essendo stato l’undicesimo Presidente della Repubblica Italiana dal 15 maggio 2006 al 14 gennaio 2015. In precedenza era stato presidente della Camera nell’XI Legislatura (subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e ministro dell’Interno nel governo Prodi I, nonché deputato pressoché stabilmente dal 1953 al 1996, europarlamentare dal 1989 al 1992 e poi di nuovo dal 1999 al 2004, e senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica. È stato l’unico Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano, il terzo napoletano dopo De Nicola e Leone. Il 20 aprile 2013 venne rieletto alla presidenza, divenendo il primo Presidente della Repubblica italiano ad essere chiamato per un secondo mandato[2], oltre che il più anziano al momento dell’elezione nella storia repubblicana. È stato anche il più anziano Capo di Stato d’Europa ed il terzo del mondo, preceduto solamente dal Presidente della Repubblica dello Zimbabwe Robert Gabriel Mugabe e da Re Abd Allah dell’Arabia Saudita.

Curiosità: Durante i suoi mandati da Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è stato accusato – soprattutto dai politici Beppe Grillo e Antonio Di Pietro, o dai giornalisti Marco Travaglio e Piero Ricca – di essere troppo accondiscendente nei confronti di Silvio Berlusconi, nei periodi in cui quest’ultimo ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio: in quest’ottica, Napolitano viene attaccato per aver firmato alcune delle leggi approvate dal Parlamento su proposta del governo, giudicate «delinquenziali» da una parte dell’opposizione. Nel 2008, in occasione della promulgazione del lodo Alfano Beppe Grillo, futuro capo del Movimento 5 Stelle, ha posto sul suo blog cinque domande critiche a Napolitano, colpevole, secondo lui, di aver firmato e quindi legittimato una legge anticostituzionale,[45] per la quale è stato richiesto il pronunciamento da parte della Corte costituzionale che il 19 ottobre 2009, con la sentenza n° 262, ha effettivamente ritenuto incostituzionale.

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10° CARLO AZEGLIO CIAMPI

dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006

10 - Carlo Azelio Ciampi

Carlo Azeglio Ciampi (Livorno, 9 dicembre 1920) è un economista, banchiere e politico italiano, Presidente emerito della Repubblica Italiana, essendo stato il decimo presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006. È stato governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994) e ministro del tesoro e del bilancio (1996-1999). Primo presidente del Consiglio e primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica, Ciampi fu anche il secondo Presidente della Repubblica eletto dopo essere stato governatore della Banca d’Italia, preceduto da Luigi Einaudi nel 1948. È Governatore onorario della Banca d’Italia.

Curiosità: Nel 1993 il settimanale Famiglia Cristiana pubblicò un articolo secondo cui l’allora governatore della Banca d’Italia avrebbe avuto legami con la massoneria, precisamente, di aver fatto parte della loggia “Hermes” di Livorno legata al Rito Filosofico Italiano, a sua volta legato al Grande Oriente d’Italia. Tuttavia queste notizie sono state smentite dal diretto interessato. Nel 1995 anche Lamberto Dini, accusato di essere un massone, precisò dopo un’intervista che a quanto risultava a lui Ciampi non aveva mai avuto alcun rapporto con la massoneria. Nel 1998 all’interno di un articolo de Il Messaggero curato dallo storico Aldo Mola venne inserito il nome di Ciampi tra gli iscritti alle logge massoniche, ma quanto scritto venne poi successivamente rettificato.

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9° OSCAR LUIGI SCALFARO

dal 28 maggio 1992 al 15 maggio 1999

09 - Oscar Luigi Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro (Novara, 9 settembre 1918 – Roma, 29 gennaio 2012) è stato un politico e magistrato italiano, nono Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Fu eletto deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992, quando, durante la sua presidenza della Camera dei deputati, fu eletto Presidente della Repubblica. In precedenza era stato Ministro dell’interno nel Governo Craxi I, nel Governo Craxi II e nel Governo Fanfani VI.

Curiosità: Il caso detto “del prendisole. Considerato persona di rigide vedute, fu protagonista, il 20 luglio del 1950, all’inizio della sua attività parlamentare, di un episodio che fece molto scalpore, poi divenuto noto come “il caso del prendisole”. Il fatto ebbe luogo nel ristorante romano “da Chiarina”, in via della Vite, quando, insieme ai colleghi di partito Umberto Sampietro e Vittoria Titomanlio, Scalfaro ebbe un vivace alterco con una giovane signora, Edith Mingoni in Toussan, da lui pubblicamente ripresa in quanto il suo abbigliamento, che ne mostrava le spalle nude, era da lui ritenuto sconveniente. Secondo una ricostruzione de Il Foglio, la signora si sarebbe tolta un bolerino a causa del caldo e Scalfaro avrebbe attraversato la sala per gridarle: «È uno schifo! Una cosa indegna e abominevole! Lei manca di rispetto al locale e alle persone presenti. Se è vestita a quel modo è una donna disonesta. Le ordino di rimettere il bolerino!». Sempre secondo questa fonte, Scalfaro sarebbe uscito dal locale e vi sarebbe rientrato con due poliziotti. L’episodio terminò perciò in questura, ove la donna, militante del Movimento Sociale Italiano, querelò Scalfaro e il collega Sampietro per ingiurie.

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8° FRANCESCO COSSIGA

dal 3 luglio 1985 al 28 aprile 1992

08 - Francesco Cossiga

Francesco Maurizio Cossiga (Sassari, 26 luglio 1928 – Roma, 17 agosto 2010) è stato un politico, giurista e docente italiano, ottavo Presidente della Repubblica dal 1985 al 1992 quando assunse, di diritto, l’ufficio di senatore a vita. Ai sensi del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio 2001, ha potuto fregiarsi del titolo di presidente emerito della Repubblica Italiana. È stato Ministro dell’interno nei governi Moro V, Andreotti III e Andreotti IV dal 1976 al 1978, quando si dimise in seguito all’uccisione di Aldo Moro. Dal 1979 al 1980 fu Presidente del Consiglio dei ministri e fu Presidente del Senato della Repubblica nella IX legislatura dal 1983 al 1985, quando lasciò l’incarico perché fu eletto al Quirinale, come più giovane Capo di Stato dell’età repubblicana, dopo essere già stato fino ad allora il più giovane Sottosegretario, Ministro dell’Interno, Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente del Senato.

Curiosità: La caduta del muro di Berlino segnò l’inizio della seconda fase. Secondo Cossiga la fine della guerra fredda e della contrapposizione di due blocchi avrebbe determinato un profondo mutamento del sistema politico italiano che nasceva da quella contrapposizione ed era a quella funzionale. La DC e il PCI avrebbero dunque subito gravi conseguenze da questo mutamento, ma Cossiga sosteneva che i partiti politici e le stesse istituzioni si rifiutavano di riconoscerlo. Iniziò quindi una fase di conflitto e polemica politica, spesso provocatoria e volutamente eccessiva, e con una fortissima esposizione mediatica, al solo scopo di dare delle «picconate a questo sistema», che perciò valsero a Cossiga negli ultimi due anni di mandato l’appellativo di «picconatore» (e di «grande esternatore»).

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7° SANDRO PERTINI

dal 9 luglio 1978 al 29 giugno 1985

07 - Sandro Pertini

Alessandro Pertini, detto Sandro (Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990), è stato un politico, giornalista e partigiano italiano. Fu il settimo Presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985, secondo socialista (dopo Giuseppe Saragat[2]) e primo esponente del PSI a ricoprire la carica. Durante la prima guerra mondiale, Pertini combatté sul fronte dell’Isonzo, e per diversi meriti sul campo gli fu conferita una medaglia d’argento al valor militare nel 1917. Nel dopoguerra aderì al Partito Socialista Italiano e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Benito Mussolini, nel 1925 fu condannato a otto mesi di carcere, e quindi costretto a un periodo di esilio in Francia per evitare una seconda condanna. Continuò la sua attività antifascista anche all’estero e per questo, dopo essere rientrato sotto falso nome in Italia nel 1929, fu arrestato e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato prima alla reclusione e successivamente al confino. Nel 1943, alla caduta del regime fascista, fu liberato. Partecipò alla battaglia di Porta San Paolo nel tentativo di difendere Roma dall’occupazione tedesca. Contribuì poi a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Nello stesso anno fu catturato dalle SS e condannato a morte; riuscì a salvarsi grazie a un intervento dei partigiani delle Brigate Matteotti. Divenne in seguito una delle personalità di primo piano della Resistenza italiana e fu membro della giunta militare del Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza del PSIUP. Da partigiano fu attivo soprattutto a Roma, in Toscana, Val d’Aosta e Lombardia, distinguendosi in diverse azioni che gli valsero una medaglia d’oro al valor militare. Nell’aprile 1945 partecipò agli eventi che portarono alla liberazione dal nazifascismo, organizzando l’insurrezione di Milano, e votando il decreto che condannò a morte Mussolini e altri gerarchi fascisti. Nell’Italia repubblicana fu eletto deputato all’Assemblea Costituente per i socialisti, quindi senatore nella prima legislatura e deputato in quelle successive, sempre rieletto dal 1953 al 1976. Ricoprì per due legislature consecutive, dal 1968 al 1976, la carica di Presidente della Camera dei deputati, infine fu eletto Presidente della Repubblica Italiana l’8 luglio 1978. Andando spesso oltre il ruolo istituzionale, il suo mandato presidenziale fu caratterizzato da una forte impronta personale che gli valse una notevole popolarità, tanto da essere ricordato come il “presidente più amato dagli italiani”.

Curiosità: Spesso si ricorda la sua presenza ai tentativi di salvataggio di Alfredino Rampi, un bambino di sei anni di Vermicino caduto in un pozzo nel 1981, e la sua esultanza allo stadio di Madrid per la vittoria ai Campionati del mondo di Calcio del 1982 (di fronte a un impassibile re Juan Carlos). L’immagine dei festeggiamenti per la vittoria della nazionale a Madrid nel 1982 avrebbe inoltre generato, anni dopo, il nome del cocktail “Pertini”, diffuso in Spagna negli ambienti studenteschi.Pertini è il presidente che “dietro ai vetri un po’ appannati fuma la pipa” e che “pensa solo agli operai sotto la pioggia” che il cantautore romano Antonello Venditti cita nella canzone Sotto la pioggia, scritta nel 1982 e contenuta nell’omonimo album.

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L’elenco dei Presidenti della Repubblica Italiana prosegue a:

 

 

 

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