I 33 più grandi pianisti di tutti i tempi (3)

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23) Perhaia Murray

Murray Perahia (New York, 19 aprile 1947) è un pianista e direttore d’orchestra statunitense. Nato da una famiglia di origini sefardite, iniziò a suonare il pianoforte all’età di quattro anni A diciassette inizia a frequentare il Mannes College, dove studia pianoforte, direzione d’orchestra e composizione. Nel 1967 ha suonato per la prima volta al festival di Marlboro al fianco di Serkin e Casals. Perahia mantenne rapporti molto stretti con il più anziano Vladimir Horowitz, che ebbe una forte influenza sulla sua tecnica pianistica. Nel 1992 la sua carriera fu messa in pericolo da un’anomalia ossea in una delle mani, che dovette essere operata chirurgicamente. Dopo essere tornato alla tastiera, produsse alla fine degli anni novanta una serie di registrazioni magistrali delle opere per tastiera di Bach. Così come l’incisione di opere di Chopin, Schubert e Beethoven. Perahia è considerato uno dei più fini e sicuramente tra i più popolari pianisti di cui sono disponibili incisioni contemporanee, per di più tenute in gran conto per la sua rara sensibilità musicale. Oltre alla sua carriera come solista, è attivo nella musica da camera. Nel 2004, Sua Maestà la Regina Elisabetta II gli ha conferito l’ordine del Cavalierato dell’impero britannico.

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24) Pires Maria Joao

Maria João Pires (Lisbona, 23 luglio 1944) è una pianista portoghese. La sua carriera inizia prestissimo: a cinque anni tiene il primo recital e a sette anni esegue pubblicamente i Concerti per pianoforte di Mozart a Porto. Negli anni seguenti studia pianoforte e composizione musicale al Conservatorio di Lisbona e alla Musikakademie di Monaco di Baviera. Nel 1970 raggiunge la fama internazionale vincendo il Concorso del bicentenario beethoveniano a Bruxelles. Da allora si esibisce come solista e assieme alle maggiori orchestre del mondo. È la fondatrice del Belgais Centre for Study of the Arts, una struttura pensata per offrire ai giovani artisti la possibilità di sviluppare il proprio talento. Il repertorio di Maria João Pires è molto vasto e include le opere dei principali compositori classici e romantici. Tra le registrazioni notevoli ricordiamo l’integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart, degli Improvvisi di Schubert e dei Notturni di Chopin. Secondo Bryce Morrison della Grammophone, quest’ultima registrazione è in assoluto la migliore versione disponibile: «Sento di poter affermare senza esitazioni che Maria João Pires – artista del tutto aliena da ogni forma di narcisismo – è uno dei maggiori maestri dei nostri tempi».

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25) Pollini Maurizio

Maurizio Pollini (Milano, 5 gennaio 1942) è un pianista italiano. Diplomatosi al Conservatorio di Milano, ha vinto nel 1960 il Concorso Chopin a Varsavia dove Arthur Rubinstein, dopo aver ascoltato Pollini disse: “Questo giovane suona meglio di tutti noi”. Sin dalla metà degli anni sessanta ha incominciato a suonare in pubblico, cimentandosi con le maggiori orchestre europee, americane e asiatiche. Considerato uno dei più grandi pianisti della nostra epoca, è particolarmente famoso per le sue interpretazioni di Beethoven, Schubert, Chopin, Schoenberg, e Webern. Ha interpretato spesso anche compositori come Mozart, Schumann, Liszt e Brahms ed anche moderni come Pierre Boulez, Luigi Nono e Karlheinz Stockhausen. Pollini è noto per la sua tecnica sopraffina e l’assoluta padronanza dello strumento. Nell’arco della sua carriera, ha concentrato l’attenzione sulla limpidezza e la perfezione della qualità del suono e ha effettuato una profonda ricerca sui dettagli interpretativi, anche minimi, dei compositori che ha affrontato. Nel 2007 ha ricevuto il Grammy Award per la “Miglior interpretazione strumentale solista (senza orchestra)”, per i suoi Notturni di Chopin. Pollini è al 12º posto della classifica dei dischi più venduti in Italia con la registrazione dedicata a Chopin.

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26) Rachmaninov Sergej

Sergej Vasil’evič Rachmaninov (Velikij Novgorod, 1º aprile 1873 – Beverly Hills, 28 marzo 1943) è stato un compositore, pianista e direttore d’orchestra russo naturalizzato statunitense. Di fama mondiale, è considerato uno dei più grandi compositori e pianisti russi di sempre. All’età di sei anni, Rachmaninov ebbe la prima lezione di pianoforte. Il Conservatorio di Mosca offrì a Rachmaninov la prima possibilità di esprimersi come compositore. Dimostrando una grandissima abilità al pianoforte diplomandosi nel 1891. Rachmaninov divenne sempre più conosciuto in tutto il mondo sia per le sue composizioni che per le esecuzioni concertistiche. Il suo talento come direttore d’orchestra fu riconosciuto da tutti e come tale fece il suo debutto a Londra nel 1899. Dopo la rivoluzione dell’ottobre 1917 con l’uccisione della famiglia imperiale dei Romanov, il compositore decise di raggiungere gli Stati Uniti. Inizialmente con un piccolo repertorio – composto dalle sue opere e da alcune di Chopin, Liszt e Čajkovskij accettò un contratto con la Steinway e successivamente con la Victor Company per un grande numero di concerti. Passò i successivi venticinque anni ampliando il suo repertorio ed esibendosi in tutto il mondo.

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27) Richter Sviatoslav

Svjatoslav Richter (20 marzo 1915 – Mosca, 1º agosto 1997) è stato uno dei più importanti pianisti del XX secolo. Richter sin da bambino si formò da autodidatta. Nel 1934 tenne il suo primo concerto in pubblico come pianista. Tre anni dopo si iscrisse al Conservatorio di Mosca. Il suo insegnante Heinrich Neuhaus disse di lui “lo studente geniale, il cui arrivo aveva atteso per tutta la vita”. Nel 1940, ancora studente, suonò in prima mondiale la Sonata per pianoforte N. 6 di Sergej Prokof’ev. Le grandi sale da concerto comunque non erano particolarmente amate da Richter, che preferiva un ambiente più intimo, in tarda età volle suonare quasi sempre in piccole sale, quasi oscurate, a volte con una sola piccola lampada che illuminava pianoforte e leggìo. Il suo repertorio era molto ampio. Tra le incisioni più famose si ricorda le opere di Schubert, Beethoven, Bach, Chopin, Liszt, Prokof’ev, Rachmaninov ed anche Schumann. Il segreto della sua memoria stava nella straordinaria abnegazione con cui si applicava nello studio (10-12 ore al giorno). La forza e la padronanza dello strumento acquisite con questo impegno hanno fatto di Richter un punto di riferimento per i pianisti di nuova generazione.

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28) Rubinstein Arthur

Arthur Rubinstein (Łódź, 28 gennaio 1887 – Ginevra, 20 dicembre 1982) fu un pianista statunitense di origine polacca, considerato tra i massimi concertisti del Novecento, e celebre soprattutto per le sue virtuosistiche esecuzioni di Chopin, del quale era considerato il massimo interprete, e per l’impegno personale per la difesa della musica ispanica. Studiò a Varsavia, proseguendo i suoi studi a Berlino e perfezionò la propria tecnica con il compositore Ignacy Paderewski. Debuttò a Berlino nel 1900. Rubinstein trascorse il periodo della seconda guerra mondiale negli Stati Uniti, paese del quale ottenne la cittadinanza nel 1946. Continuò a esibirsi in concerti sino al 1976, quando dovette abbandonare le apparizioni pubbliche a causa del grave deterioramento della vista. Sebbene la sua notorietà internazionale sia prevalentemente legata al repertorio da solista, Rubinstein è stato anche un ottimo interprete della musica da camera. Registrò, tra le altre, interpretazioni di Beethoven, Brahms, Schubert, Schumann, Dvořák, Albéniz, Bach, Debussy, De Falla, Fauré, Mendelssohn, Franck, Granados, Grieg e Ravel.

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29) Serkin Rudolf

Rudolf Serkin (Cheb, 28 marzo 1903 – Guildford, 8 maggio 1991) è stato un pianista austriaco naturalizzato statunitense. Nacque a Eger (Boemia) da una famiglia ebrea di origine russa. . Stabilitosi a Vienna all’età di 9 anni, fu un enfant prodige, debuttando con l’Orchestra filarmonica di Vienna nel 1915. In questo periodo studiò pianoforte e composizione con Schönberg. A 17 anni, a Berlino, conobbe Adolf Busch: un fecondo sodalizio umano ed artistico che portò alla costituzione del Quartetto Busch, quartetto d’archi. Nel 1927 lascia la Germania per la Svizzera, a seguito dell’inasprimento delle leggi razziali. Nel 1931 con Busch registrarono Beethoven, Bach, Schubert: registrazioni leggendarie, testimonianza di un momento di rara affinità artistica e sintonia umana. Nel 1939 si stabilì definitivamente negli Stati uniti d’America. I critici lo descrivono come «un artista dotato di un talento inusuale e impressionante, con un tocco cristallino, pieno di potenza, di delicatezza, e di purezza sonora». Memorabile la selezione di concerti per pianoforte ed orchestra di Mozart con la London Symphony Orchestra, con Claudio Abbado.  Indimenticabili i suoi recital beethoveniani con Pina Carmirelli. 

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30) Sofronitsky Vladimir

Vladimir Vladimirovič Sofronickij o Sofronitskij (8 maggio 1901 – 26 agosto 1961) è stato un pianista russo. Nacque a Pietrogrado nel 1901, diede il suo primo concerto nel 1919, e si diplomò al conservatorio nel 1921. Dal 1936 fu insegnante di piano al Conservatorio di Leningrado. , ma il suo carattere difficile e il suo stile estremamente soggettivo lo resero un modello scarsamente seguibile. Nonostante questo la sua fama era riconosciuta in Russia, vincitore del Premio di Stato dell’URSS nel 1943. Era dotato di una grande tecnica, che gli consentiva di eseguire alcune delle più difficili composizioni per pianoforte, e di mantenere il suo grande repertorio studiando relativamente poco. Alla tecnica, aggiungeva anche uno stile particolare, basato su letture soggettive e su un’ispirazione incredibile. Ciò fece sì che, malgrado il successo di pubblico gli altri musicisti non lo vedevano come un maestro o come un modello. Aveva un repertorio molto vasto e detestava incidere in studio, ritenendo di non riuscire ad esprimersi senza un pubblico che svolgeva un’influenza molto importante e per questo sceglieva sempre sale piuttosto piccole. Le sue migliori registrazioni sono quelle di Skrjabin. Si ricorda anche le sue registrazioni di Chopin, Schumann, Liszt, Rachmaninov e Prokof’ev.

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31) Sokolov Grigory

Grigory Lipmanovič Sokolov (Leningrado, 18 aprile 1950) è un pianista russo. Ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di cinque anni. A sette, è stato ammesso al Conservatorio di Leningrado. A dodici anni ha dato il suo primo importante concerto e a sedici, ancora studente, ha ottenuto il primo premio (medaglia d’oro) all’edizione 1966 del Concorso pianistico internazionale Čajkovskij. In quarant’anni di carriera, ha suonato con le maggiori orchestre mondiali e con più di duecento direttori. Da vari anni ha diminuito sensibilmente la sua attività con orchestra, concentrandosi su recital solistici in varie città, anche Italiane. Il suo repertorio, sin dagli esordi, è stato molto ampio e diversificato. Si ricordano le sue interpretazioni di Bach, Chopin, Beethoven, Mozart, Brahms, Schumann, Schubert, Rachmaninov, Skrjabin, Ravel, Prokof’ev, Čajkovskij. Sokolov è un artista che predilige l’esibizione dal vivo e dà il meglio di sé in concerto. Attualmente è considerato uno dei maggiori pianisti viventi. Possiede grande varietà timbrica, enorme dominio tecnico dello strumento ed un eloquio ampio e di impressionante potenza. Le sue interpretazioni sono molto originali e sempre sorrette dalla notevole lucidità e profondità del pensiero musicale.

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32) Yudina Maria

Marija Veniaminovna Judina (Nevel’, 9 settembre 1899 – Mosca, 19 novembre 1970) fu una pianista sovietica. Nata da famiglia ebraica studiò al Conservatorio di San Pietroburgo. Anche se è conosciuta soprattutto per le sue interpretazioni di Bach e Beethoven, era un’acuta promotrice della musica contemporanea, tra cui quella di Šostakovič. Il suo modo di suonare era caratterizzato da spiccato virtuosismo, spiritualità, forza quasi mascolina e rigore intellettuale. Judina è anche conosciuta per essere stata la pianista preferita di Stalin. Una notte Stalin ascoltò alla radio un concerto per pianoforte di Mozart da lei eseguito, domandandone poi una copia. L’esecuzione alla radio era dal vivo, perciò la pianista fu chiamata nel cuore della notte e portata in uno studio di registrazione dove una pic cola orchestra era stata nel frattempo improvvisata. Quella notte dovettero cambiare ben tre direttori poiché i primi due avevano paura che la registrazione non soddisfacesse Stalin e che questi si accorgesse che non era il concerto che aveva sentito e solo il terzo direttore riusci a confezionare la registrazione: si dice che Stalin scoppiò in lacrime fin dalle prime battute durante l’ascolto di quell’esecuzione. Dopo aver ricevuto il disco, Stalin ricompensò la Judina con una somma cospicua di denaro.

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33) Zimerman Krystian

Krystian Zimerman (Zabrze, 5 dicembre 1956) è un pianista e direttore d’orchestra polacco. Ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del padre; a sette ha cominciato a studiare al conservatorio di Katowice, diplomandosi in questa scuola quattordici anni dopo. È del 1975, a soli diciotto anni, la vittoria al celebre Concorso Chopin di Varsavia, che gli conferì immediata fama mondiale e sancì l’inizio di una brillante carriera. Ha collaborato con direttori di straordinario rilievo. Conosciuto ed applaudito in tutto il mondo, mediamente non dà più di una cinquantina di concerti all’anno. Artista dalla tecnica perfetta, dal suono cesellato e raffinatissimo e dal gesto sobrio ed elegante, è senza dubbio uno dei massimi pianisti in attività. Pur disponendo di un repertorio ampio che spazia da Bach alla musica contemporanea, ha incentrato la sua carriera sulle interpretazioni di Beethoven Chopin, Brahms e Liszt di cui è uno dei più autorevoli interpreti viventi. Da più di 25 anni Zimerman ha un contratto in esclusiva per la Deutsche Grammophon, per la quale ha inciso 22 dischi. Molte sue incisioni hanno ricevuto importanti riconoscimenti (Grammophone Award, il Grand Prix du Disque, l’Edison, il Diapason d’Or e la nomination al Grammy).

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