The lightness of playing (10)

the lighness of playing

“Behind the… Bridge of Emotions”

di Patrizia Ilaria Sechi

E’ un caldo venerdi d’Estate. E’ ormai quell’ora del giorno in cui i negozi della City chiudono e gli impiegati lasciano le scrivanie per ritrovarsi a chiacchierare in piedi davanti ai pubs, con i bicchieri di vetro in mano, i nodi delle cravatte allentati e le ventiquattrore sul pavimento.

Nel mio percorso verso casa, mi fermo a riprendere la spettacolarita’ dei giochi d’acqua creati dalle fontane della Somerset House.

Mentre scatto, due ragazze prendono posto al mio fianco, sulle sedie di metallo davanti alle fontane.

Hanno un aspetto composto e curato che ricorda le segretarie d’ufficio.

Chiacchierano e sorridono, sembrano due amiche che si ritrovano dopo una giornata di lavoro.

Dopo pochi minuti si alzano e, appoggiate le cartelle sulle sedie, si sfilano le giacche nere, poi le scarpe, posizionandole sotto le sedie e posandoci sopra i gambaletti di nylon.

Ora si sciolgono i capelli, camminano verso le fontane e si abbandonano ad una corsa giocosa fra gli zampilli d’acqua.

Le loro risate felici echeggiano nell’aria come il rumore dell’acqua che sgorga dal lastricato.

I loro visi di donne hanno ora la stessa espressione gaia delle bambine che dondolano sull’altalena.

Corrono, ridono, hanno i capelli bagnati, i visi struccati dai fiotti d’acqua, ripetono il percorso ancora e ancora, noncuranti della signore che le osservano incuriosite dai tavolini del Courtauld Cafe’.

Modifico i settings della fotocamera per poterle ritrarre come ombre evanescenti, quasi sospese nell’aria…sagome femminili appena accennate che la leggerezza del gioco sembra far levitare.

Il morbido movimento delle loro figure appare sovrapposto al rigore geometrico dell’edificio che fa da sfondo alla scena.

Nella versione originale di questo scatto, intitolato “The Lightness of playing”, predominano i toni del grigio, presenti sia sulla facciata neoclassica che sul pavimento in pietra.

Nella variante pensata per il video “London – Bridge of Emotions”, in cui l’immagine appare accompagnata dalle dolcissime note del brano “L’uomo che amava i draghi” del Maestro Lorenzo Pescini, ho preferito illuminare la scena di rosa, un colore tradizionalmente associato alle bambine. Una tonalita’ che riconduce il pensiero al meraviglioso mondo dell’infanzia, un mondo che le ragazze ritratte, in questo momento di gioiosa spensieratezza, sembravano aver ritrovato.

Vi lascio in compagnia della musica emozionante del Maestro Pescini e delle mie immagini, con la speranza che la visione di questo video, editato dall’artista Sandro Sansone, possa aggiungere una nota di dolcezza alla vostra serata.

Patrizia Ilaria Sechi

www.pescini.com/patriziailariasechi.html

 


Behind the… Bridge of Emotions
by Patrizia Ilaria Sechi 

It’s a mild summer’s Friday. It’s by now that time of the day when the shops in the City close and the employees leave their desks to gather for a standing chat in front of the pubs, holding the glasses in their hands, with the knots of their ties loosened and their briefcases on the floor.

On my way home, I stop at the Somerset House to shoot the spectacular water games created by the fountains.

While shooting, two girls sit by my side on the metal chairs in front of the fountains.

Their polished and proper appearance recalls the looks of the office secretaries.

They chat and smile, just like two friends who met each other after work.

Few minutes later they stand up, set their folders on the chairs, remove their black jackets and then their shoes, placing them both under the chairs and putting on top of their shoes their knee-high nylon stockings.

They now untie their hair and walk slowly towards the fountains to indulge in a playful race among the jets of water.

Their happy laughter echoes in the air as the sound of the water gushing from the pavement.

Their adult faces have now the same joyful expression of the little girls playing on the swing.

They run, they laugh, their hair is now wet, their faces cleansed by the streams of water; they repeat the path again and again, nonchalant of the ladies who observe them with curiosity from the tables of the Courtauld Cafe’.

I change the settings of my camera to portray them as evanescent shadows, almost suspended in the air …just sketched female silhouettes that the lightness of playing seems to levitate.

The soft movement of their figures overlies the geometric rigor of the building in the backdrop of the scene.

In the original version of this shot, entitled “The Lightness of playing”, the gray shades are predominant as this colour is present on both the neo-classical facade and the stone floor.

In the variant created for the video “London – Bridge of Emotions”, where the image is accompanied by the sweet notes of the song “The Man Who Loved Dragons” by Maestro Lorenzo Pescini, the scene is illuminated by pink nuances, a colour traditionally associated with little girls in many cultures. This soft tone is meant to lead the viewer’s thoughts towards the wonderful world of childhood, a world that the girls portrayed in this joyful, carefree moment, seemed to have rediscovered.

I leave you in the company of Maestro Pescini’s emotional music and my images, with the hope that this video, edited by the artist Sandro Sansone, may add a hint of sweetness to your evening.

Patrizia Ilaria Sechi

www.pescini.com/patriziailariasechi.html

www.pescini.com/london14.html

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