I 10 libri più venduti di ogni epoca

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Secondo Wikipedia (List of the best selling books) che esclude la Bibbia, il Corano e le Citazioni di Mao (in quanto non sappiamo quante copie ne siano state stampate) questi sono i 10 libri – volumi singoli – più venduti al mondo (testi liberamente tratti da wikipedia.com):

10) Pensa e arricchisci te stesso (1938) di Napoleon Hill – 70 milioni di copie

“Think and Grow Rich”, tradotto in italiano “Pensa e arricchisci te stesso”, scritto da Napoleon Hill (Pound, 26 ottobre 1883 – South Carolina, 8 novembre 1970) è uno dei libri più venduti di tutti i tempi. In uno dei suoi scritti l’autore ha dichiarato: “Ciò che la mente può concepire e credere, può realizzarlo”. Hill ha chiamato i suoi insegnamenti “La filosofia del Successo”, considerando la libertà, la democrazia, il capitalismo e l’armonia come suoi elementi importanti, senza i quali la fede personale non è possibile. Paura ed egoismo, che considera la fonte del fallimento e dell’insuccesso della gente, non svolgono alcun ruolo nella sua filosofia. Il segreto del successo è stato tangibilmente offerto ai lettori di “Think and Grow Rich”. Hill ha presentato l’idea dello “Scopo Maggiore Definito”, spingendo i suoi lettori a chiedersi “in cosa credono davvero”. Secondo Hill, il 98% della gente non crede fermamente in qualcosa, mettendo così il successo fuori dalla propria portata. Hill tratta molti temi controversi attraverso i suoi scritti compresi il razzismo, la schiavitù, l’oppressione, il fallimento, la rivoluzione, la guerra e la povertà.

 9) Il Codice Da Vinci (2003) di Dan Brown – 80 milioni di copie

Il codice Da Vinci (The Da Vinci Code) è un romanzo thriller dello scrittore Dan Brown, scritto nel 2003 e pubblicato in Italia nel 2004. È il secondo, per genere, che richiama il titolo della Chiesa Cattolica tra le due fonti principali, manoscritti e romanzi che hanno per protagonista il professore Robert Langdon. Trama: A Parigi, il curatore del Louvre, Jacques Saunière, viene ucciso per mano di uno strano monaco albino appartenente all’Opus Dei. Lo studioso di simbologia, il professor Robert Langdon, viene a sapere dell’omicidio e, condotto al Louvre, viene interrogato, poiché ritenuto colpevole della morte del curatore. Langdon, affiancato da Sophie Neveu, nipote del curatore ucciso, e successivamente anche dallo studioso sir Leigh Teabing, dovrà ripercorrere attraverso indizi nascosti in importanti opere d’arte, enigmi e misteriosi nemici, il percorso del Santo Graal, uno dei più grandi misteri dell’umanità. Tale percorso si incrocia con quello di un’antica e misteriosa società segreta nota come Priorato di Sion (di cui faceva parte Saunière), che nasconde un segreto che potrebbe compromettere i fondamenti stessi del Cristianesimo, nella versione tramandata dalla Chiesa cattolica.

8) Lei (1886) di H. Rider Haggard – 83 milioni di copie

Lei (She) è un romanzo di Henry Rider Haggard, pubblicato inizialmente sulla rivista The Graphic dall’ottobre 1886 al gennaio 1887. Il romanzo è stato tradotto in italiano anche con i titoli La donna eterna e She, la donna eterna. Nelle ristampe, fu straordinariamente popolare all’epoca, ed è rimasto uno dei classici della letteratura d’immaginazione. In quest’opera, H. Rider Haggard sviluppò le convenzioni del filone del “mondo perduto”, che molti altri autori emularono. Il romanzo generò tre seguiti e ispirò una decina di film, la metà dei quali già nell’epoca del cinema muto.

Al romanzo si sono ispirate varie opere a fumetti, tra cui un’avventura di Cino e Franco intitolata La misteriosa fiamma della regina Loana e una parodia Disney intitolata Topolino e la fiamma eterna di Kalhoa.

7) Il leone, la strega e l’armadio (1950) di C.S. Lewis, 85 milioni di copie

Il leone, la strega e l’armadio è un romanzo fantasy per bambini di C. S. Lewis. È stato il primo della saga di Le cronache di Narnia a essere scritto, nel 1950, ed è il più noto. Tuttavia, cronologicamente nella serie viene per secondo, dopo Il nipote del mago che è stato scritto più tardi. Il romanzo è stato adattato per televisione, radio e cinema. Un film di Walt Disney Pictures, intitolato Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio è stato rilasciato dal 9 dicembre 2005.  La Profezia di Narnia narra: ”“Verrà il tempo in cui due figli d’Adamo e due figlie di Eva libereranno Narnia dalla tirannia. Il dolore sparirà, quando Aslan comparirà; al digrignare dei suoi denti fuggon tutti i malviventi; quando romba il suo ruggito, gelo e inverno è ormai finito; se lui scuote la sua criniera, qui torna la Primavera.”” La Strega Bianca cerca di non far avverare questa profezia uccidendo o imprigionando ogni essere umano che si introduce a Narnia.

6) E poi non ne rimase nessuno (1939) di Agatha Christie, 100 milioni di copie

Dieci piccoli indiani (And Then There Were None) è un romanzo giallo scritto da Agatha Christie. È considerato il suo capolavoro. Fu pubblicato in Gran Bretagna nel 1939; in Italia uscì per la prima volta nell’agosto 1946 con il titolo … E poi non rimase nessuno, romanzo numero 10 della collana Il Giallo Mondadori, edita da Arnoldo Mondadori Editore. Il luogo dove è ambientata la storia è ispirato a un’isola tidale posta di fronte al Devon. Dieci piccoli indiani è un giallo sviluppato seguendo i canoni dell’enigma della camera chiusa doppia: i delitti si svolgono in un contesto circoscritto; l’assassino quindi deve essere per forza uno del gruppo per quanto insospettabile. Il colpo di scena principale, qui, consiste nel fatto che i personaggi muoiono tutti. Secondo Alex Falzon, questo romanzo è particolarmente riuscito per un insieme di fattori: da un lato perché l’autrice ha dato il meglio della sua vena narrativa proprio nei romanzi e nei racconti che aderiscono a questo tema (Assassinio sull’Orient-Express, Poirot sul Nilo, Tre topolini ciechi e così via) ma anche perché, nel caso specifico, l’assenza del detective dalla scena del crimine fa emergere con una forza narrativa ancora maggiore il Leitmotiv, che è poi il rapporto fra il male e il bene, tra la falsità e la colpevolezza degli invitati e l’implacabile giustizia che toglie loro la vita uno per volta. Falzon sostiene che, nei libri della Christie, il detective è una figura salvifica, invulnerabile, un deus ex machina che ripristina l’originario stato di grazia smascherando il colpevole e consegnandolo alla giustizia; a questo modello aderiscono sia Hercule Poirot, sia Miss Marple. Mancando, in questo romanzo, tale figura, i meccanismi del potere e della giustizia emergono con una forza ancora maggiore, al punto che essi paiono reificarsi in qualche entità che sta snocciolando la catena di delitti; fino alla soluzione finale.

5) Il sogno della Camera rossa (1792) di Cao Xueqin – 100 milioni di copie

Il sogno della camera rossa (cinese semplificato: 红楼梦, cinese tradizionale: 紅樓夢, Pinyin: Hónglóu Mèng), famoso anche come La storia della pietra, è un romanzo cinese, da paragonare in rilevanza ai più grandi lavori della letteratura occidentale del XIX secolo. Fu scritto durante il regno dell’imperatore Qianlong da Cao Xueqin (曹雪芹, pinyin Cáo Xuěqín), ma fu pubblicato solo nel1792, atrent’anni dalla morte dello scrittore. L’opera vanta 120 capitoli anche se diverse sezioni degli ultimi 40 sono probabilmente da attribuire ad autori diversi; i quali sono attraversati da una molteplicità incredibile di personaggi secondari e da un numero enorme di situazioni intrecciate, che tendono ad allontanarsi dall’intrigo centrale. Il romanzo presenta, infatti, una meticolosa descrizione dei Jia, una ricca ed aristocratica famiglia cinese che rivestiva diversi incarichi di rilievo in un’innominata città, la quale per molti aspetti ricorda le Nanchino e Pechino del tempo. Il centro del racconto è rappresentato dal triangolo amoroso tra il protagonista Jia Baoyu e due sue cugine. Molti aspetti della storia di questa famiglia sono presi direttamente dagli eventi successi sotto il regno di Kangxi, il nonno di Qianlong. Vengono fornite informazioni di rilievo sulle strutture familiari dell’epoca, nonché di economia, religione, estetismo e sessualità. Il romanzo appare come un’allegoria della vita, eppure è chiaro l’intento di rappresentare un amaro ritratto della Cina dell’epoca e dell’autunno che stava per avvolgerla, anche se questo non ha impedito all’opera d’irradiare di nuova luce la Dinastia Qing. Molte generazioni di giovani cinesi hanno attinto a quest’opera per la loro crescita sentimentale; un romanzo che è chiaro esempio della vocazione teatrale della narrativa cinese, sia per la sua complessissima trama, sia per le numerose opere teatrali che, effettivamente, si sono ricavati da questa. Si ritiene che sia un romanzo semi-autobiografico che riflette le vicende della famiglia di Cao. Come l’autore sottolinea nel primo capitolo, il romanzo vuole essere un memoriale per le donne che l’autore ha conosciuto in gioventù: amiche, parenti e serve. Il romanzo è importante non solo per il numero enorme di personaggi (in maggior parte femminili) e per lo spessore psicologico, ma anche per l’osservazione precisa e dettagliata della vita e delle strutture sociali tipiche dell’aristocrazia del XVIII secolo. Questo romanzo fu pubblicato anonimo (ma in seguito si scoprì che era di Cao Xueqin), a causa dell’inquisizione letteraria prevalente durante le dinastie Ming e Qing.

4) Lo Hobbit (1937) di J.R.R. Tolkien, 100 milioni di copie

Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (titolo originale: The Hobbit, sottotitolato There and Back Again, cioè “Andata e ritorno”), noto anche semplicemente come Lo Hobbit, è un romanzo fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien. La sua prima pubblicazione risale al 21 settembre 1937. Il seguito di questo romanzo è costituito da Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings), pubblicato tra il 1954 ed il1955 in3 volumi. Il romanzo presenta alcuni importanti elementi, riconducibili alle altre opere di Tolkien sulla Terra di Mezzo: ad esempio l’Unico Anello sarà il tema centrale de Il Signore degli Anelli, mentre le antiche spade elfiche di Gondolin riportano alle storie narrate nel Silmarillion, opus maximum dell’autore, lasciato incompiuto e pubblicato postumo dal figlio. Il tema dell’eroismo è centrale nell’opera, che è stata vista come una metafora della Prima guerra mondiale dove contadini o persone della campagna in genere sono costrette a compiere atti di eroismo. Lo Hobbit e gli altri due libri costituiscono un unico racconto che si dipana fra le quattro Ere in cui Tolkien divideva la sua subcreazione. Nella Prima Era, raccontata nel Silmarillion, hanno luogo la creazione del mondo assieme alla genesi delle varie razze (a parte quella degli Hobbit) e le vicende relative al primo Signore Oscuro, Melkor; durante la Seconda Era, su cui si possono trarre informazioni attraverso le appendici a Il Signore degli Anelli e l’Akallabêth, una sezione del Silmarillion, assistiamo alla salita e alla caduta del grande regno degli Uomini di Númenor e alla creazione degli Anelli di Potere a opera degli Elfi, aiutati in questa impresa da Sauron, nuovo Signore Oscuro, poi sconfitto dall’Ultima Alleanza di Uomini ed Elfi. La Terza Era è quella in cui hanno luogo gli eventi di Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit; durante essa si svolgono le vicende dei regni fondati dai Númenoreani superstiti, la missione ai danni del drago Smaug e gli episodi della Guerra dell’Anello contro il redivivo Sauron. Durante gli ultimi anni della Terza Era, a eroi Elfi, Umani e Nani di altissimo lignaggio si accostano i piccoli Hobbit della Contea, sbalzati al centro degli eventi dai fatti narrati in Lo Hobbit. Infine, nella Quarta Era, alla quale non è stata dedicata alcuna opera, ma i cui primi anni si possono trovare riassunti nelle appendici a Il Signore degli Anelli, gli Uomini prendono definitivamente le redini della Terra di Mezzo, mentre le altre razze si avviano a scomparire. Tolkien non scriverà storie ambientate nella Quarta Era del mondo, perché per lui la Terra di Mezzo perde assieme agli Elfi tutto il suo fascino e la sua bellezza. Tolkien immagina il suo fantastico mondo in questa prima opera come un passato remoto del nostro, tant’è che gli Hobbit sono indicati come esseri che vivono ancor oggi e che, per quanto siano molto difficili da vedere, un tempo ebbero un ruolo cruciale nell’estirpare il Male dal mondo che noi conosciamo.

3) Il Signore degli Anelli (1954) di  J.R.R. Tolkien – 150 milioni di copie

Il Signore degli Anelli (titolo originale in inglese: The Lord of the Rings) è un romanzo epico fantasy scritto da John Ronald Reuel Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era, nell’immaginaria Terra di Mezzo. Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955. La narrazione riprende dove si era interrotto un precedente romanzo di Tolkien, Lo Hobbit, ma la storia di «Frodo dalle nove dita e l’Anello del Fato» narrata nel cosiddetto Libro Rosso dei Confini Occidentali si inserisce ora in un’ambientazione di più ampio respiro, attingendo pienamente al vasto corpus storico, mitologico, linguistico creato ed elaborato dall’autore nel corso di tutta la sua vita. Essa narra della missione di nove Compagni, la Compagnia dell’Anello, la quale rappresenta tutte le genti dei Popoli Liberi della Terra di Mezzo, partiti per distruggere il più potente Anello del Potere, che renderebbe quasi invincibile il suo padrone Sauron se solo ritornasse nelle sue mani. L’intera saga ha esercitato nel tempo un influsso culturale e mediatico a diversi livelli, ottenendo attenzione sia da parte di critici, autori e studiosi (sono stati infatti prodotti molti saggi e ricerche, anche a livello accademico, sui testi tolkieniani) che da parte di semplici appassionati che hanno dato vita a gruppi e associazioni culturali, come le varie società tolkieniane, sparse in tutto il mondo. Il romanzo ha ispirato, e continua ad ispirare, libri, videogiochi, illustrazioni, fumetti, composizioni musicali, ed è stato adattato per la radio, il teatro ed il cinema, come nel caso della trilogia diretta da Peter Jackson.

2) Il Piccolo Principe (1943), di Antoine de Saint-Exupéry – 200 milioni di copie

Il piccolo principe (Le Petit Prince) è l’opera più conosciuta di Antoine de Saint-Exupéry. Pubblicato il 6 aprile 1943 da Reynal & Hitchcock in inglese, e qualche giorno dopo in francese, è un racconto molto poetico che, nella forma di un’opera letteraria per ragazzi, affronta temi come il senso della vita e il significato dell’amore e dell’amicizia. Ciascun capitolo del libro racconta di un diverso incontro che il protagonista fa con diversi personaggi e su diversi pianeti e ognuno di questi bizzarri personaggi lascia il piccolo principe stupito e sconcertato dalla stranezza delle “persone adulte”. Ad ogni modo, ognuno di questi incontri può essere identificato come un’allegoria o uno stereotipo della società moderna e contemporanea. È fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia: è stato tradotto in più di 220 lingue e dialetti e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo. Le lingue più conosciute dei cinque continenti sono ovviamente state le prime a vederlo tradotto ma successivamente si è arrivati a tradurlo anche in lingue e dialetti meno diffusi: dalla lingua corsa, al bretone, dal gallurese al milanese, al friulano o “marilenghe” (lingua neolatina del Friuli), dall’aragonese in Spagna all’esperanto e il guarani. Nel 2005 è stato tradotto in toba, una lingua del nord dell’Argentina, con il nome di So Shiyaxauolec Nta’a e sembra essere il primo libro ad avere una traduzione nella suddetta lingua dopo il Nuovo Testamento. In un certo senso, costituisce una sorta di educazione sentimentale. L’opera, sia nella sua versione originaria che nelle varie traduzioni, è illustrata da una decina di acquerelli dello stesso Saint-Exupéry, disegni semplici e un po’ naïf che sono celebri quanto il racconto. Gli stessi disegni sono stati utilizzati per creare le copertine del libro. Ad oggi ne sono state stampate ben 657.789 differenti[senza fonte] rielaborazioni. Il racconto è dedicato al bambino che fu Léon Werth, amico dell’autore, il quale qualche mese più tardi scrisse d’essersi pentito e che avrebbe dovuto dedicarlo alla moglie Consuelo Suncín (1902-1979). L’autore lo scrisse negli Stati Uniti, mentre abitava nella “Bevin House” di Asharoken, Long Island, NY.

1) Le due città (1859) di Charles Dickens, con 200 milioni di copie vendute

Racconto di due città (A Tale of Two Cities) è un romanzo storico di Charles Dickens del 1859. Insieme a Barnaby Rudge è l’unico romanzo storico scritto da Dickens. Il romanzo venne pubblicato sulla rivista All the Year Round in 31 puntate settimanali, la prima apparsa il 30 aprile 1859 e l’ultima il 26 novembre del medesimo anno. Il romanzo è ambientato a Parigi e Londra durante la Rivoluzione francese e negli anni del Regime del Terrore. In esso vengono rappresentati la sottomissione del proletariato francese all’oppressione dell’aristocrazia negli anni precedenti la rivoluzione, e la successiva brutalità dei rivoluzionari nei primi anni della rivoluzione. Il romanzo segue le vite di diversi protagonisti attraverso questi eventi, in particolare Charles Darnay, un ex-aristocratico francese che diviene vittima di accuse indiscriminate durante la rivoluzione, e Sydney Carton, un avvocato inglese che cerca di redimere la propria vita per amore della moglie di Darnay, Lucie Manette, il cui padre venne ingiustamente imprigionato nella Bastiglia.

   

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