Interviste

microfono

Presentiamo una selezione delle interviste pubblicate 

Goodmorningumbria – 12 dicembre 2015

Lorenzo Pescini: “La musica è il vero linguaggio universale”.

di Chiara Fici

Abbiamo il piacere di intervistare Lorenzo Pescini, pianista e compositore fiorentino che è nella lista del primo milione di siti più frequentati a livello mondiale

“Ciao Lorenzo! Il 12 dicembre esce il tuo nuovo album…”

Sì, si tratta del mio terzo lavoro dal titolo “Piano di fuga”. E’ un ambizioso progetto artistico con finalità benefiche che vuole unire la musica strumentale con l’arte poetica e lavori originali di grafica. L’album contiene 14 mie nuove composizioni (di cui 3 scritte insieme a validi amici compositori) realizzate non solo per pianoforte ma anche per altri strumenti come il violoncello, la chitarra, la tromba, l’arpa e il fagotto. Tali brani, oltre che da me, sono eseguiti da nove conosciuti strumentisti che hanno saputo arricchire la mia musica con la propria speciale sensibilità.

“Perché si tratta di un progetto a finalità benefiche?”

Perché il partner ufficiale di “Piano di fuga” è la LILT (Lega Italiana Lotta Tumori) Sezione Imperia – San Remo, a cui saranno interamente devoluti tutti i guadagni provenienti dalla vendita e dalla diffusione dell’album.

“Parlavi poi di poesia e grafica…”

Sì, nel CD è contenuto anche una ampia brochure stampabile da PC che propone per ogni brano un testo di Angelica Piras, nota poetessa sarda, scritto appositamente per questo progetto ed un’opera grafica realizzata sulla prima pagina dello spartito da Elisabetta Talone, che da tempo è colonna portante delle mie avventure artistiche.

“A proposito delle tue avventure artistiche, ci racconti del tuo percorso che ti ha portato fin qui?”

Mi sono diplomato in pianoforte al Conservatorio di Firenze, mentre mi mantenevo agli studi suonando nei piano bar. Negli anni novanta ho cominciato a scrivere musica new age per poi approdare all’inizio del nuovo millennio a musiche per colonne sonore e composizioni per pianoforte. Nel 2009 il mio primo album da solita “Dietro la luna” con la bellissima collaborazione di Francesco Nesi, pittore toscano. Poi nel 2012 è arrivato “Sulla strada di Venere” con la partecipazione di 7 artisti internazionali (pittori, fotografi e scultori) e 7 poetesse. E così siamo arrivati ad oggi…

“Mi dicono che sei molto seguito sulla rete e non solo…”

Il mio sito ufficiale (www.pescini.com) è frequentato da oltre 2.500 visitatori al giorno da oltre 180 paesi del mondo ed il mio canale youtube (www.youtube.com/lpescini) ha oltre 700.000 visualizzazioni. Le mie composizioni sono state eseguite in oltre 40 concerti in Italia e all’estero. Mi sembra quasi incredibile che la mia musica possa interessare ed emozionare così tante persone. Ma come spesso ricordo “La musica è il vero linguaggio universale”.

“Cosa vuoi dire ai nostri lettori prima di salutarci?”

Lasciatevi trasportare dalla musica perché riesce a farci provare emozioni che nessun’altra cosa al mondo è in grado di realizzare… e più in generale permettete alla bellezza in ogni sua forma, di suggestionare il vostro cuore. E’ una esperienza tra le più intense che si possa vivere.

Per chi volesse sapere di più di Lorenzo e del suo album:

http://www.pescini.com/lorenzo.html

http://www.pescini.com/pianodifuga.html

https://goodmorningmagazine.wordpress.com/2015/12/12/lorenzo-pescini-la-musica-e-il-vero-linguaggio-universale/

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 Agenzia di stampa “River flash” – 2 giugno 2013

“Sulla strada di Venere” del Compositore Lorenzo Pescini

di Lauretta Franchini

 (riverflash) – A volte succede di avere la sensazione di essere già stati in un posto, di aver già visto un volto ma non rammentiamo, dove, come e quando! A volte guardando un bel quadro, una bella immagine o ascoltando una musica che ci piace siamo come trasportati, in una frazione di secondo, in un altro mondo, un mondo immaginario, più bello ed armonico, dove a volte anche i sogni diventano realtà!

Un mondo “emozionale”, in grado di ricucire dolcemente le ferite della vita, di calmare l’inquietudine, di  risvegliare gli animi!

Se ci capita di riflettere sui grandi ed eterni artisti del passato, li vediamo distanti come se fossero sempre stati grandi, come se le epoche floride cha hanno prodotto dei geni appartenessero  necessariamente ad un passato lontano ma, non è affatto così! Geni si nasce,  ma grandi artisti si diventa attraverso un lungo e faticoso  percorso fatto di strane circostanze!

Emergere non è facile ma la genialità si fa strada e parlando di genialità, impossibile non parlare, nell’attuale panorama della musica italiana, del Compositore fiorentino Lorenzo Pescini, alle prese con l’amato pianoforte sin da bambino,  diplomatosi  presso

il Conservatorio di Musica di Firenze.

Autore di numerose colonne sonore, nel 2009 produce il suo primo CD di brani per pianoforte intitolato “Dietro la luna”, nel 2012 la registrazione del suo secondo CD, “Sulla strada di Venere”,  14 brani per pianoforte   un vero capolavoro da cui è estratto il brano intitolato “L’altalena della memoria”. 

Qualcuno ha scritto “dove finiscono le parole, inizia la musica” io direi,  “dove finiscono le parole inizia Lorenzo Pescini” e devo dire che anche solo tentare di commentare un genere di musica che definirei “emozionale” non è cosa semplice, si è emotivamente coinvolti dall’ascolto e non vi è il necessario distacco che dona lucidità!

Un ringraziamento al Compositore Lorenzo Pescini ed un invito all’ascolto di questi straordinari capolavori armonici!

http://www.riverflash.it/wordpress/?p=12187

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I libri di Riccardino – 7 aprile 2013

 Lorenzo Pescini e la sua arte di Monica Pasero

Mani, tasti e cuore… connubio perfetto  in cui nasce  l’arte del musicare.

Nel nostro spazio “Scopriamo L’artista” oggi ho la fortuna d’ intervistare  un compositore d’eccezione  Lorenzo Pescini.  La musica è senza dubbio un’arte e lui un artista delle melodie!

Lorenzo tu inizi a suonare il pianoforte da piccino, questo è stato un tuo desiderio o è stata la tua famiglia a proportelo ?

Ciao Monica! Nel video che sto giusto completando in queste settimane dal titolo “L’altalena della memoria” (il secondo estratto dall’album “Sulla Strada di Venere) c’è una foto che mi ritrae nel giorno del mio compleanno. Dietro di me, in bella vista, una straordinaria pianola Bontempi su cui già all’epoca “armeggiavo” piacevolmente. Avevo solo due anni! Sono nato con la musica in testa…ed i mie genitori hanno fatto di tutto perché…ci rimanesse!

A quale musicista vivente o non sei maggiormente legato?

Nel modo classico amola perfezione Bach, l’equilibrio di Mozart, la maestosità di Beethoven, la delicatezza di Chopin e soprattutto le esplosioni emozionali di Rachmaninov. Tra i viventi mi piace abbastanza Allevi, seguo con interesse Cacciapaglia ed Einaudi.

Domanda banale forse, ma  te la porgo lo stesso: Perché il pianoforte? E non la batteria?

Il pianoforte è considerato il re degli strumenti non a caso. Ha un ampia gamma di sonorità, oltre sette ottave di estensione. Possiamo suonare assieme quante note vogliamo, c’è una infinita letteratura originale. Il piano “lega” bene con quasi tutti gli strumenti ed insieme all’orchestra restituisce il meglio di se. Insomma, quando vado a ballare la batteria è fondamentale, ma per tutto il resto… il pianoforte è il pianoforte!

Cosa consiglieresti ad un giovane che sogna di divenir musicista, quali sono i presupposti per poter ambire a diventare davvero bravo in questo campo?

E’ un momento duro. La crisi ha reso difficile la vita a tutti, soprattutto agli artisti che lavorano in un settore considerato “non indispensabile” e quindi tra i primi a subire i tagli tipici di questi momenti. Perseverare continuando a scrivere nuova musica, approfondire attraverso lo studio dei grandi maestri ed andare alla ricerca di tutte le strade per farsi conoscere, anche innovative, è sicuramente un buon modo di affrontare i tempi di “carestia”. Perché oggi, più di ieri e meno di domani, è necessario, oltre ovviamente ad avere qualche cosa da dire, possedere la più ampia competenze e lasciare aperti tutti i canali possibili: l’occasione infatti, se e quando passa, va colta al volo!

I tuo studi, ti hanno senza dubbio formato, ma l’artista che sei diventato a mio parere da ciò che ho letto, è frutto della tua inventiva e passione. Un’anima curiosa la tua, che sa spaziare abbinando il suo talento con altri campi. Come nasce l’idea di collaborare con forme d’arte così  diverse dalla tua?

Credo nella contaminazione delle arti. Ho molti amici, da pittori a poeti da scultori a fotografi, che mi hanno insegnato che c’è un filo conduttore che unisce le diverse manifestazioni artistiche, seppur molto diverse tra loro. Si tratta dell’emozione originaria, della scintilla creatrice che accende la voglia di comunicare, di trasmettere quello che si prova e di fissarlo in un opera. Per l’eternità.

Musica e arte sono da sempre in simbiosi, un connubio perfetto per stimolare i sensi. Tra le numerose forme artistiche presenti, quale prediligi oltre ovviamente la musica?

Sicuramente la pittura, il mio primo album, dal titolo “Dietro la luna” nasce proprio dalla collaborazione con un grande maestro pittore toscano,Francesco Nesi, che mi ha insegnato ad amare i colori nel senso più profondo del termine: sentire le vibrazioni che le tonalità ci inviano al nostro cuore. Alcuni dei brani contenuti dell’omonimo CD sono esattamente quello che i quadri del Nesi mi hanno trasmesso.

Cos’aveva in più  maestro “Francesco Nesi” per  ispirarti  nelle tue composizioni?

Secondo me la differenza tra il pittore medio da quello bravo a quello grande è che i quadri del primo ti piacciono, del secondo ti colpiscono mentre quelli del terzo ti parlano e quelli del Nesi… son proprio dei grandi “chiacchieroni”!

Chiedo sempre ai mie scrittori quale libro gli è più caro  a te chiederò tra i tuo album incisi, quale sei più legato?

Ne ho prodotti solo due…la scelta non è difficile! Sicuramente il primo (Dietro la luna) è pieno di entusiasmo, per il grande passo che stavo facendo…il secondo (Sulla strada di Venere) è più complesso, ricco di molti spunti nato da una incredibile collaborazione con venti artisti maestri nelle arti più varie.

Hai fatto tanto nella tua carriera! Consiglio ai lettori di visitare il tuo sito ed ascoltare la tua musica  per rendersi conto del tuo valore.  Credo che tu non ti ferma qui! Progetti  futuri? Vuoi darci un’anteprima ?

E’ appena uscito il video clip di Natalie Andaloro, talentuosa pianista siciliana, nel quale interpreta “Song for Tanabata – Sprofondando nel blu”, un brano estratto dal mio ultimo album. Ve lo consiglio anche per le suggestive location utilizzate. Questa è la pagina dedicata: www.pescini.com/tanabata.html

Ultima domanda di rito Che cos’è l’arte per Lorenzo Pescini?

Dopo tutta la straordinaria musica che è stata scritta fino ai tempi nostri non è facile creare qualcosa di veramente originale che nello stesso tempo possa trovare il consenso di un ampio pubblico. Il vero rischio oggi infatti è quello di comporre o musica incomprensibile a molti oppure brani scontati di dubbio gusto.Riuscire a far sì che chi ascolta e riascolta scopra ogni volta, come per miracolo, le proprie emozioni tradotte in musica: ecco secondo me quale è la sfida più grande ed affascinante di un compositore contemporaneo.

Ringraziandoti per la tua disponibilità, ricordo agli amici lettori:
Lo studio virtuale: www.pescini.com
La pagina ufficiale su Facebook: www.facebook.com/pescinicomposer

http://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/04/07/lorenzo-pescini-e-la-sua-arte/

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Oubliette Magazine – 5 giugno 2012

Intervista di Federica Ferretti al musicista Lorenzo Pescini ed al suo “Sulla strada di Venere”

L’aspettavamo con ansia ed è arrivato: il 7 Maggio è infatti uscito,  in formato di Cd extra,  “Sulla Strada di Venere“, frutto dell’inusuale collaborazione di intenti e di idee del M° Fiorentino Lorenzo Pescini e Friends.

Poeta musicale,  alchimista celeste,  ci racconta la sua visione del mondo, rendendoci  al contempo  partecipi del “suo” mondo, del suo percorso emozionale che è fieramente approdato ad musica “pop”contemporanea quale “ricerca della bellezza assoluta, aiutato da molti talentuosi artisti che con il fascino delle loro straordinarie opere hanno “materializzato” in parole e colori,  il mio dialogare in musica”.

F.F. Il pianista fiorentino Lorenzo Pescini che abbiamo già avuto modo di presentare al nostro amato pubblico qualche tempo fa, ed ora  in uscita con il suo secondo album “Sulla Strada di Venere”, ha una sorpresa in esclusiva per i lettori di Oubliette Magazine…

Lorenzo Pescini: Sì, verissimo! Ecco in vera assoluta anteprima per i lettori di Oubliette (per un’intera settimana potrà essere visionato solo attraverso questa intervista!)  il video realizzato sul brano “Il richiamo di Afrodite”, primo estratto dall’album “Sulla strada di Venere” dove il mio pianoforte accompagna dipinti e sculture del maestro Alain Bonnefoit e l’intesa poetica di Liliana Arena.

 F.F. Davvero una notizia meravigliosa, questa! Ma secondo te, è più importante emozionare o emozionarsi?

Lorenzo Pescini: È difficile dirlo. Se mi emoziono e riesco a trasferire quello che provo nelle mie opere, riesco ad emozionare a sua volta chi le ascolta. Tuttavia, il vedere che le persone si emozionano durante l’esecuzione dei miei brani, percependo l’essenza più profonda contenuta, mi rende davvero felice e quindi, di conseguenza, mi emoziona. E’ un processo circolare che si autoalimenta. Tutto questo produce una sensazione bellissima: emozionare emozionandosi.

F.F. Un progetto che vede la luce come frutto di un’unione di intenti e di emozioni: raccontaci la storia della tua “Strada”…

Lorenzo Pescini: Galeotto fu un ottimo Vermentino Toscano! A cena, durante una bollente sera dell’estate scorsa. A tavola con l’amico pittoreFrancesco Nesi, si fantasticava su straordinari progetti artistici futuri. Anche sulla scia  del primo album (Dietro la luna n.d.r.) in cui la mia musica “raccontava” i colori dei quadri di Francesco, ci venne improvvisamente l’idea di qualcosa di ancora più innovativo, più in grande: integrare alla pittura anche la poesia allargando contestualmente il numero di artisti coinvolti. Il risultato è stato l’album appena uscito dal titolo “Sulla strada di Venere” dove 14 nuovi brani originali prevalentemente per pianoforte, sono accompagnati da altrettante opere visive (pittura, scultura e fotografia) e opere poetiche realizzate da una ventina di artisti nazionali ed internazionali.

F.F.Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Lorenzo Pescini: Sicuramente i grandi classici: amo la perfezione compositiva di Bach, la leggerezza stilistica di Mozart, l’intensità espressiva di Beethoven, la romantica bellezza di Chopin, la profondità assoluta di Brahms. Ma la musica che ascolto con un particolare coinvolgimento emotivo sono i concerti per pianoforte ed orchestra sia di Rachmaninov che di Prokofiev.

 F.F.…ma non ascolti mai qualcosa di più moderno?

Lorenzo Pescini: Certo! Mi piace molto la musica contemporanea pop, dance e qualche volta (in piccole dosi!) anche rock ed heavy metal. Tra i musicisti strumentali preferiti sicuramente ci sono Allevi, Tiersen. Yiruma ed Einaudi senza però dimenticare i nostrani Cacciapaglia e Stàlteri. Un capitolo a parte meritano poi i grandi compositori per musiche da film come Ennio Morricone, Hans Zimmer, Alan Silvestri e John Williams.

F.F. Come hai avuto già modo di enunciare, la sinestesia si rincorre nei tuoi lavori: casualità o scelta di vita?

Lorenzo Pescini: Se per sinestesia si intende “contaminazione” dei sensi della percezione, allora ti posso dire che nel mio “scrivere”. non solo non è casuale ma è “fortissimamente” voluta. Nel campo artistico trovo che la contaminazione, a differenza di quanto avviene nel mondo sanitario, abbia una valenza del tutto positiva. E’ attraverso il magico incrocio di stili, emozioni, esperienze, modelli e culture, che nascono le più belle ed inaspettate opere. La sinestesia è di sicuro uno degli strumenti che, se usato bene, aiuta “meglio” l’artista ad esprimersi.

F.F.: Come è la gestazione di un tuo brano?

Lorenzo Pescini: I miei brani nascono quasi sempre sulla tastiera del pianoforte e tale gestazione influenza notevolmente sia le linee melodiche che le sequenze armoniche adottate. Poi, talvolta, arricchisco la partitura pianistica ormai finita con altri strumenti con particolare preferenza per gli archi (sia legati che pizzicati). In qualche occasione ho utilizzato anche il flauto, il basso, l’oboe ed il sax. La mia comunque è da considerarsi una “musica popolare”. Non ho alcuna ambizione a far sì che le mie composizioni siano considerate più di semplici brani pop strumentali. Il mio vero obiettivo è piuttosto riuscire ad arrivare diritto al cuore di chi ascolta attraverso la continua ricerca di un equilibrio tra originalità, piacevolezza nell’ascolto e soprattutto intensità emozionale.

F.F.: Possiamo affermare che la tua musica si possa considerare un vero e proprio contenitore cinematografico?

Lorenzo Pescini: In genere chi ascolta la mia musica dice di trovarla molto “filmica”, adatta cioè ad essere commento sonoro di immagini in movimento. In effetti nel passato ho realizzato numerose colonne sonore per cortometraggi e film veri e propri. In particolare nell’album “Sulla strada di Venere” sono contenuti tre brani già utilizzati in opere visive. Si tratta di “Se non ci sei” e “Silvia” che sono stati utilizzati nel film “Le tue parole” e di “Riflessi” contenuto nella colonna sonora di “Dolce evasione”. Entrambe le opere sono state dirette daStefano Terraglia, talentuoso regista fiorentino.

F.F.: Musica e social network che ne pensi?

Lorenzo Pescini: Nel mio sviluppo artistico devo molto sia a Myspace (prima) che a Facebook (poi). Sono risultati infatti potentissimi strumenti di promozione “costruttiva”. Attraverso questi social network, nel corso degli ultimi anni ho avuto infatti il piacere ed onore di incontrare sia molti degli artisti con cui attualmente collaboro sia e soprattutto di realizzare una bellissima ed affezionata platea “virtuale” che aumenta di giorno in giorno e con la quale condivido non solo le mie composizioni ma più in generale l’amore per la musica e l’entusiasmo per l’arte in tutte le sue forme.

F.F.: Un tuo giudizio sul mondo di oggi?

Lorenzo Pescini: L’entropia è galoppante. Credo che ci siano molte probabilità che si stia andando verso una rapida estinzione della specie umana. Il motivo è semplice: abbiamo imparato a sopravvivere dimenticandosi cosa significa vivere. Abbiamo sostituito l’amore per gli altri, per la bellezza e la conoscenza, per l’ambiente che ci circonda e l’attenzione per le generazioni future con altre finalità e modelli di pensiero come il bieco profitto, l’egoismo sfrenato, l’ignorante violenza, l’assoluta miopia e mancanza di buon senso. I primi timidi segnali di cambio di direzione si cominciano a percepire. Speriamo di essere ancora in tempo e di non aver già superato il c.d. “point of not return” per evitare le “buche più dure”. Dobbiamo cominciare dalle generazioni più giovani, ancora pronte ad assimilare la cultura e la sensibilità necessaria per rendere migliore il mondo che verrà. L’arte e la musica possono essere dei validi strumenti a supporto di tutto ciò.

F.F.: La scelta degli artisti coinvolti: motivazioni.

Lorenzo Pescini: Il nutrito gruppo di artisti coinvolti nel mio ultimo progetto si sviluppa attorno ad un originale terzetto formato dal pittore Nesi, dall’illustratrice graficaElisabetta Talone (che ha realizzato oltre alla copertina anche la brochure di 32 pagine interamente a colori allegata all’album) e dal sottoscritto. A questi poi si sono aggiunti, anche alla luce di positive precedenti esperienze artistiche comuni, i pittori Maranghi, Calvetti, Bonnefoit e Paladini, lo scultore Staccioli ed il fotografo Bastianoni. Nel frattempo abbiamo ricercato e selezionato via web, prevalentemente attraverso la community di Facebook, poetesse le cui opere erano vicine alla mia sensibilità e pensiero. Sono state così individuate Arena, Piras, Amoruso,  Bumbi, Izzo, Calce e Bassi oltre che una esilarante scrittrice erotica (Giacomazzo Mugler). Ho chiesto poi la collaborazione del compositore Puliafito e del DJ Brado per  realizzare due brani musicali “speciali”… A loro si è poi aggiuntoEnrico Candido, già ottimo sassofonista, che ha seguito tutto lo sviluppo promozionale dell’album.  E’ per me fondamentale sottolineare che ci sentiamo una grande famiglia, anche perché la partecipazione di ogni artista coinvolto nel progetto è stata esclusivamente su base gratuita, finalizzata quindi solo a diffondere e far conoscere la propria arte attraverso opere, modalità e percorsi condivisi con gli altri autori.

F.F.: Dimostri di essere a tua volta un abile pittore musicale che ci regala immagini lunari ed universali: perché?

Lorenzo Pescini: I frequentatori del mio studio musicale virtuale (www.pescini.com) lo sanno bene. L’immaginario che ho proposto nel mio primo album è quello di “dietro la luna” che ben rappresenta il lato nascosto di tutti noi e che forse poi non è per forza così diverso da quello illuminato dal sole. E comunque sia, quello oscuro è il lato del pianeta a me più consono visto che non amo apparire e che piuttosto preferisco rimanere dietro le quinte. Il mio sogno nel cassetto infatti non è quello di salire su un palco a prendere gli applausi del pubblico alla fine di una mia performance ma quello di stare in platea ad ascoltare una brava pianista, magari con l’orchestra dietro, mentre esegue i miei brani.

F.F.: Perché i tuoi CD sono “extra”?

Lorenzo Pescini: Il CD comincia ad essere un supporto un po’ “old fashion”…e così ci siamo orientati su una sua versione aggiornata, il c.d. “CD extra” che non è altro che un CD che se inserito nel lettore di uno stereo permette di ascoltare i brani musicali, se inserito in un lettore CD ROM, oltre a poter ascoltare le tracce audio, permette di leggere e scaricare altro materiale contenuto all’interno. Entrambi i miei album contengono anche gli spartiti per pianoforte di alcuni dei brani musicali e le immagini dei dipinti facenti parte il relativo progetto artistico. In “Sulla strada di Venere” è inoltre possibile leggere e stampare la raccolta delle poesie abbinate alle musiche.

F.F.: Un percorso musicale classico, poi leggero ed infine la svolta cinemografica…lo rifaresti?

Lorenzo Pescini: “We are what we do” è il mio motto preferito. Certo che lo rifarei! Gli studi classici servono per realizzare la “tavolozza dei colori” con cui scrivere le proprie emozioni in note: la musica dei grandi maestri del passato è straordinariamente ricca di spunti, melodie, armonie, effetti e timbriche. Le esperienze di piano bar ed in gruppi rock aiutano invece nel sapersi relazionare con le platee, nell’imparare gli elementi fondanti di un efficace interscambio relazionale tra chi suona e chi ascolta, senza l’obbligo di dover seguire percorsi interpretativi in gran parte prestabiliti come avviene per i classici. Scrivere musica per film in qualche modo diventa la sintesi dell’intero processo attraverso un percorso fortemente sfidante: la musica deve essere apprezzata sia per quello che trasmette in quanto tale che per la sua capacità di amplificare le tensioni emotive contenute della trama del film. Dopo di che ho proseguito alla ricerca di nuove suggestioni, fino a trasformare in musica i colori di molti amici pittori…

F.F. Ci puoi anticipare gli sviluppi del progetto “Sulla strada di Venere”?

Lorenzo Pescini: Dopo aver realizzato l’omonimo album, disponibile sia in virtual download che su supporto CD, l’idea che stiamo portando avanti, con la sapiente guida del curatore Filippo Lotti, è quello di organizzare eventi artistici dove l’esposizione dei dipinti, sculture e fotografie facenti parte del progetto sarà accompagnata dalla mia musica mediante diverse modalità: con speciali installazioni audio-video, con balletti su originali coreografie e con performance dal vivo di grandi esecutori. Il primo di questi appuntamenti sarà venerdì sera, 22 giugno2012 a San Donato in Poggio (Tavarnelle Val di Pesa – FI). Special guests saranno la straordinaria ballerina Maria Brissonskaya, i professori della Scuola di Musica locale e l’attrice Mery Nacci che reciterà le poesie del progetto.

F.F. Cosa risponderesti a chi ti chiede perché dovrebbe ascoltare la tua musica?

Lorenzo Pescini: La vita è fatta di pochi eventi importanti e di tante piccole cose. Molto raramente una cosa piccola può diventare un importante evento. Ecco…io vorrei sfidare le teorie probabilistiche!

http://oubliettemagazine.com/2012/06/05/intervista-di-federica-ferretti-al-musicista-lorenzo-pescini-ed-al-suo-sulla-strada-di-venere/

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Fanpage – 7 maggio 2012

Intervista al poeta musicale Lorenzo Pescini

di Federica Ferretti

 “Se la musica racconta il mondo: l’esperienza del M° fiorentino Lorenzo Pescini. La polisemia di un percorso. Quando la musica diventa un contenitore linguistico: ascoltiamo dal M° Pescini, le ragioni della sua “esplorazione” artistica.

Cosa significa essere musicista del 21° secolo?

Dopo tutta la straordinaria musica che è stata scritta fino ai tempi nostri non è facile creare qualcosa di veramente originale che nello stesso tempo possa trovare il consenso di un ampio pubblico. Il vero rischio oggi infatti è quello di comporre o musica incomprensibile a molti oppure brani scontati di dubbio gusto. Riuscire a far sì che chi ascolta e riascolta scopra ogni volta, come per miracolo, le proprie emozioni tradotte in musica: ecco secondo me quale è la sfida più grande ed affascinante di un compositore contemporaneo.

Il 1900 è stato segnato dall’invenzione del cinema: quanto ce n’è nelle tue melodie?

Molto anche perché ho cominciato a scrivere musica proprio per colonne sonore: dai primi cortometraggi degli anni novanta insieme a mio fratello Alessandro (in arte Brado) fino ad arrivare agli ultimi lavori più importanti, come il film “Le tue parole” del regista Stefano Terraglia. La musica amplifica le emozioni delle immagini. Le immagini traducono in luci e colori le sonorità che le accompagnano.

La tua musica in una frase.

Il pianoforte quale amplificatore di emozioni, la musica quale vero linguaggio universale.

Quanto conta il vissuto “politico” nella tua espressione artistica?

Molto. Studiare le regole compositive ed i grandi maestri serve ad avere gli “strumenti da lavoro” ma non basta per emozionare chi ti ascolta. Per fare ciò serve infatti avere qualcosa da comunicare e le proprie esperienze e relazioni interpersonali, sono generalmente la più grande fonte di ispirazione di un artista. Un artista che non ha vissuto è un po’ come una Ferrari con il serbatoio vuoto.

 A cosa ambisci?

Ad emozionarmi ed a far emozionare. Quello che scrivo, che considero musica pop, non è rivolto ad esperti del settore quanto piuttosto a tutte le persone sensibili che ascoltano la musica alla ricerca di belle sensazioni attraverso il proprio benessere interiore. Fino ad oggi ho avuto la fortuna di produrre due album (nel 2009 “Dietro la luna” e “Sulla strada di Venere” che uscirà a maggio 2012) e di realizzare il mio studio musicale virtuale (www.pescini.com) nell’assoluta libertà di espressione artistica senza vincoli legati a logiche commerciali o di profitto. Creatività allo stato puro che vedo trova grande riscontro nel pubblico. E tutto questo mi rende felice come un bambino quando vede il mare.

Consigli per i giovani compositori.

Non smettere mai di scrivere nuova musica, di studiare i classici, di approfondire la conoscenza delle tecniche di composizione. Ascoltare il proprio cuore. E soprattutto di non arrendersi mai, di non abbattersi alle prime difficoltà. Ma neanche alle seconde e terze! Perché il mondo dell’arte è pieno di insidie, di gente senza scrupoli, di tante, troppe, false promesse. Ma la tenacia, le competenze e soprattutto la capacità di saper emozionare chi ti ascolta alla fine hanno sempre la meglio.

Cosa significa per te la parola cultura.

Cultura è quel bagaglio di conoscenze e vissuto esperienziale che viene comunemente considerato rilevante e pertanto trasmesso alle generazioni future. Un popolo senza cultura è un po’ come un computer senza memoria. Visivamente associo la cultura alle infinite scaffalature di una storica biblioteca. E’ attraverso “il sapere”, e quindi la sintesi del passato, che la razza umana deve scegliere le migliori strade per costruire il proprio futuro.

Il tuo prossimo passo.

Proprio in queste settimane ho finito la produzione dell’album “Sulla strada di Venere”, primo passo di un progetto artistico che vede coinvolti una ventina di quotati artisti nazionali ed internazionali tra i quali pittori, scultori, fotografi, poetesse ed altri musicisti. L’idea di fondo è intrecciare le varie arti per realizzare un prodotto finale originale e ricco di spunti emozionali. Da giugno 2012 cominceranno una serie di eventi sparsi per l’Italia dove poter gustare pittura, musica, poesia e molto altro in un fantastico mix. Per chi fosse interessato questa è la pagina ufficiale del progetto: www.pescini.com/venere.html

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Obliette Magazine – 24 marzo 2012

Intervista di Federica Ferretti al musicista dei colori Lorenzo Pescini

È un alchimista sui generis, della musica, quello che mischia sapientemente cielo e terra, ancora per una volta, dopo averci regalato uno spicchio, indimenticabile, di una  luna mai più così lontana: è Lorenzo Pescini, pianista compositore fiorentino, “Il musicista dei colori” che, a distanza di tre anni da “Dietro la luna” il suo primo lavoro discografico, ha appena finito di registrare “Sulla strada di Venere”, album che fa parte di un più ampio progetto artistico che coinvolte una ventina di pittori, poetesse ed artisti nazionali ed internazionali.

Lo intervistiamo per gli amici di OublietteMagazine.it, perché siamo abituati ad offrirvi l’eccezione che conferma la regola: Pescini racconta di un linguaggio che si faparola colorata e musicale, perché, oggi,  la contaminazione linguistica non è solo un dato di fatto imprescindibile, ma necessaria in un mondo che si interconnette con l’altro capo del mondo alla velocità della luce.

E la sua musica, liberata da secoli di abominevole sudditanza rispetto alle altre forme d’arte con cui entrava in contatto,  sa narrare  davvero di ciò che apparentemente non le appartiene, il  nostro mondo.

F.F.: Storia di un incontro: quando la poesia e la pittura dialogano insieme…

Lorenzo Pescini: “Nell’intervallo fra un pezzo e l’altro, Levin e Pescov cominciarono una discussione sui pregi e i difetti delle tendenze musicali wagneriane. Levin dimostrava che l’errore di Wagner e dei suoi seguaci sta in questo, che essi vogliono spingere la musica nel campo di un’altra arte, errore che commette il poeta quando vuole descrivere i tratti del viso, cosa che spetta al pittore. Pescov, invece, dimostrava che l’arte è una e che può raggiungere la sua più alta espressione soltanto nell’unione di tutte le sue manifestazioni.” “Sulla strada di Venere” nasce proprio ispirato da questo straordinario passaggio tratto da “Anna Karenina” del grande Lev Tolstoj (1828/1910).

F.F.: Stimato pianista e compositore, dalla Luna ora voli su Venere… ci racconteresti il tuo percorso?

Lorenzo Pescini: Più che pianista compositore mi reputo un “compositore per pianoforte”. Infatti anche se ho in tasca un diploma di pianoforte preso al Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, non ho mai amato il palco. Ho sempre preferito che fossero conosciute le mie musiche piuttosto che la mia persona. Mi piace stare dietro le quinte, in ombra. E’ per questo che sento profondamente mio il concetto di “Dietro la luna”, titolo del mio primo album: dietro le apparenze, dietro il palco illuminato, in un percorso che porta a conoscere la parte di noi stessi più sconosciuta, più intrigante e forse più vera. “Sulla strada di Venere” è invece la mia seconda tappa musicale, questa volta alla ricerca della bellezza assoluta, aiutato da molti talentuosi artisti che con il fascino delle loro straordinarie opere hanno “materializzato” in parole e colori il mio dialogare in musica.

F.F.: Come nascono le tue poesie musicali?

Lorenzo Pescini: Non potevi dare migliore definizione al progetto: nel nuovo lavoro infatti a sette brave poetesse è stato chiesto di ascoltare la mia musica e di scriverci sopra opere poetiche avente lo stesso titolo! Il risultato è che ognuno dei 14 brani è diventato fonte di ispirazione di una nuova poesia che poi è presentata nella brochure dell’album. Comunque i miei brani nascono in tanti modi ma sempre e comunque ispirati da una fortissima scintilla emozionale. Semplicemente all’improvviso sentire la necessità di trasformare il brivido percepito in musica. Inizia così il processo compositivo sulla tastiera del pianoforte che può richiedere solo un’ora od anche  parecchi mesi alla ricerca di un punto finale spesso risultato di molti passaggi ed aggiustamenti successivi. Cambi armonici, limature melodiche, modifiche nell’arrangiamento, sostituzioni sonore. Poi, come per magia, ascoltando quanto prodotto fino a quel momento, percepisco che il viaggio è arrivato a destinazione. Le fonti d’ispirazione sono molte e decisamente varie: Faccio alcuni esempi: “Piccolo fiore” nasce da un’esperienza in un ospedale pediatrico, “L’uomo che amava i draghi” ispirato da una novella per bambini, “Danza dell’acqua” vedendo un documentario sulle bellezze della natura, “L’altalena della memoria” emozionato dai colori di un quadro, “Ritorno alle origini” pensando ad una grande amore.

F.F.: Possiamo definire il tuo ultimo cd una sorta di contenitore cinematografico?

Lorenzo Pescini: La mia musica è considerata da molti decisamente “filmica”. Non è a caso che due brani inclusi in questo album (“Se non ci sei tu” e “Silvia”) sono tratti dalla colonna sonora del film “Le tue parole” di Stefano Terraglia. In realtà credo che la mia musica sia semplicemente descrittiva. Ed in questo il genere strumentale ed in particolare il suono del pianoforte aiutano molto.

F.F.: Quanto conta la “sinestesia” nella realizzazione di una tua composizione?

Lorenzo Pescini: Parecchio. Il legame tra la mia musica e la pittura è fortissimo. “Dietro la luna” è un album nato dal connubio artistico tra me eFrancesco Nesi, quotato pittore toscano. In “Sulla strada di Venere” ognuno dei 14 brani contenuti è abbinato, oltre alla poesia come illustrato prima, ad un’opera visiva (pittura, scultura e foto) ispirata dallo stesso brano e prodotta da uno dei sette artisti coinvolti nel progetto. In tutto questo rilevante è anche l’importante collaborazione conElisabetta Talone, illustratrice grafica genovese, che ha dimostrato di possedere l’incredibile capacità di tradurre i miei pensieri in visionarie immagini.

F.F.: Ti definiresti “impressionista”?

Lorenzo Pescini: In termini pittorici mi piacerebbe definirmi pre-impressionista o romantico come il maestro Joseph Mallord William Turner (1775/1851) meglio conosciuto come “Il pittore della luce”.

F.F.: Debussy o Scriabin?

Lorenzo Pescini: Entrambi sono due grandissimi maestri anche se personalmente preferisco Sergej Rachmaninov (1873/1943) ed il suo pianismo post romantico: l’idea che mi entusiasma è che sia un compositore a cui i libri di storia della musica dedicano normalmente un minuscolo spazio in quanto poco innovativo e forse anche un po’ fuori epoca, ma che sa arrivare direttamente al cuore continuando ad emozionare schiere di ascoltatori nonostante passi il tempo e cambino le mode.

F.F.: E se dicessimo che la tua musica è colorata, tu cosa risponderesti?

Lorenzo Pescini: Mi piacerebbe se ascoltando un mio brano ad occhi chiusi riuscissi a colorare i tuoi pensieri.

F.F.: Dopo il salto su Venere, cosa dobbiamo aspettarci?

Lorenzo Pescini: Chissà…una puntata verso Mercurio… ma stando attenti a non bruciarsi avvicinandosi troppo al sole: di Icaro ne basta uno nella storia!

F.F.: E se qualcuno fosse interessato a conoscerti meglio…?

Lorenzo Pescini: Invito tutti nel mio studio musicale virtuale: www.pescini.com dove è possibile ascoltare i miei brani, vedere i video, i cortometraggi e gustarsi tante straordinarie opere di molti quotati artisti. Altrimenti fate un passaggio sul mio canale di youtube: www.youtube.com/lpescini. Se poi vi interessa sapere di più del progetto artistico “Sulla strada di Venere” questo è il link alla pagina ufficiale: www.pescini.com/venere.html

http://oubliettemagazine.com/2012/03/24/intervista-di-federica-ferretti-al-musicista-dei-colori-lorenzo-pescini/

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 Il corriere d’Abruzzo – 22 marzo 2012

La Musica – Linguaggio di Lorenzo Pescini

Federica Ferretti

Abbiamo oggi il piacere di intervistare Lorenzo Pescini,pianista compositore fiorentinodetto “Il musicista dei colori” che, a distanza di tre anni da “Dietro la luna” il suo primo lavoro discografico, ha appena finito di registrare “Sulla strada di Venere”, album che fa parte di un più ampio progetto artistico che coinvolte una ventina di pittori, poetesse ed artisti nazionali ed internazionali.

Federica Ferretti: Storia di un incontro: quando la poesia e la pittura dialogano insieme…

Lorenzo Pescini: “Nell’intervallo fra un pezzo e l’altro, Levin e Pescov cominciarono una discussione sui pregi e i difetti delle tendenze musicali wagneriane. Levin dimostrava che l’errore di Wagner e dei suoi seguaci sta in questo, che essi vogliono spingere la musica nel campo di un’altra arte, errore che commette il poeta quando vuole descrivere i tratti del viso, cosa che spetta al pittore. Pescov, invece, dimostrava che l’arte è una e che può raggiungere la sua più alta espressione soltanto nell’unione di tutte le sue manifestazioni.” “Sulla strada di Venere” nasce proprio ispirato da questo straordinario passaggio tratto da “Anna Karenina” del grande Lev Tolstoj (1828/1910).

F.F.: Stimato pianista e compositore, dalla Luna ora voli su Venere… ci racconteresti il tuo percorso?

L.P.: Più che pianista compositore mi reputo un “compositore per pianoforte”. Infatti anche se ho in tasca un diploma di pianoforte preso al Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze, non ho mai amato il palco. Ho sempre preferito che fossero conosciute le mie musiche piuttosto che la mia persona. Mi piace stare dietro le quinte, in ombra. E’ per questo che sento profondamente mio il concetto di “Dietro la luna”, titolo del mio primo album: dietro le apparenze, dietro il palco illuminato, in un percorso che porta a conoscere la parte di noi stessi più sconosciuta, più intrigante e forse più vera. “Sulla strada di Venere” è invece la mia seconda tappa musicale, questa volta alla ricerca della bellezza assoluta, aiutato da molti talentuosi artisti che con il fascino delle loro straordinarie opere hanno “materializzato” in parole e colori il mio dialogare in musica.

F.F.: Come nascono le tue poesie musicali?

L.P.: Non potevi dare migliore definizione al progetto: nel nuovo lavoro infatti a sette brave poetesse è stato chiesto di ascoltare la mia musica e di scriverci sopra opere poetiche avente lo stesso titolo! Il risultato è che ognuno dei 14 brani è diventato fonte di ispirazione di una nuova poesia che poi è presentata nella brochure dell’album. Comunque i miei brani nascono in tanti modi ma sempre e comunque ispirati da una fortissima scintilla emozionale. Semplicemente all’improvviso sentire la necessità di trasformare il brivido percepito in musica. Inizia così il processo compositivo sulla tastiera del pianoforte che può richiedere solo un’ora od anche parecchi mesi alla ricerca di un punto finale spesso risultato di molti passaggi ed aggiustamenti successivi. Cambi armonici, limature melodiche, modifiche nell’arrangiamento, sostituzioni sonore. Poi, come per magia, ascoltando quanto prodotto fino a quel momento, percepisco che il viaggio è arrivato a destinazione. Le fonti d’ispirazione sono molte e decisamente varie: Faccio alcuni esempi: “Piccolo fiore” nasce da un’esperienza in un ospedale pediatrico, “L’uomo che amava i draghi” ispirato da una novella per bambini, “Danza dell’acqua” vedendo un documentario sulle bellezze della natura, “L’altalena della memoria” emozionato dai colori di un quadro, “Ritorno alle origini” pensando ad una grande amore.

F.F.: Possiamo definire il tuo ultimo cd una sorta di contenitore cinematografico?

L.P.: La mia musica è considerata da molti decisamente “filmica”. Non è a caso che due brani inclusi in questo album (“Se non ci sei tu” e “Silvia”) sono tratti dalla colonna sonora del film “Le tue parole” diStefano Terraglia. In realtà credo che la mia musica sia semplicemente descrittiva. Ed in questo il genere strumentale ed in particolare il suono del pianoforte aiutano molto.

A Lorenzo, facciamo un sincero in bocca a lupo e gli ripetiamo che il suo incontro ha costituito di certo un onore, per noi del Corriere che da sempre crediamo in un tipo di arte che sia eclettica. Ma rappresenta concretamente anche una sfida vinta: il credere che la musica sia un linguaggio che non può prescindere da ciò che lo circonda e di cui si alimenta, senza per questo essere svilita e relegata al ruolo di ancilla domini, come troppo spesso, nel passato è già accaduto.

http://www.ilcorrieredabruzzo.it/cultura/21251-la-musica-linguaggio-di-lorenzo-pescini.html

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