Intervista a Natalie Andaloro

Ciao Natalie! Dunque cominciamo dalle tue origini che hanno radici in terre lontane…

…ricordo ancora gli odori della mia terra natia, Il Cairo, la musica orientale che si mescola ai rumori, alla voce del muezzin…le spezie, i bellissimi colori, la vita caotica, il sorriso dei bambini… e ancora le bellezze architettoniche di Manama, il lusso di Bahrain, le grandi feste della famiglia reale…

…poi l’approdo in Sicilia…

Sì, la Sicilia, una terra da scoprire, che lascia spazio alla fantasia, alla creatività…dal punto di vista musicale una grande fonte di ispirazione…il canto della Sicilia ci regala le sue ricchezze, il suo mare profondo, i suoi tramonti, i suoi silenzi…sarà per questo motivo che la nostra terra produce grandi talenti, perché i giovani percepiscono quel bisogno di riscatto e sentono il desiderio di affermare la propria identità, per dare valore a questa grande isola…ma per fare questo ci vuole personalità, determinazione, voglia di andare avanti e soprattutto motivazione… purtroppo spesso mancano gli stimoli e allora si parte verso nuove mete; le mie mani hanno tessuto una trama molto elaborata sui tasti del pianoforte, filtrando gli elementi dell’universo sonoro e ricomponendoli secondo le mie esigenze creative, spero che prima o poi il mio “componimento” possa arrivare al cuore della gente.

Raccontaci Natalie pianista…

La musica è stata la mia culla, fin dal grembo materno…credo che lo sia ancora adesso…non c’è niente di meglio che lasciarsi trasportare in quel fantastico mondo interiore che spesso rimane sconosciuto a noi stessi…la mia formazione musicale è stata contaminata da un mix di suoni e ritmi diversi tra loro, per via di mio padre che viaggiava continuamente: la musica orientale seguita da ritmiche sempre più complesse, gli echi della musica popolare, la musica classica, il blues, il jazz…un arricchimento graduale…si parla spesso di musica “colta” screditando qualsiasi altra forma di espressione musicale; per me ogni manifestazione creativa in ambito musicale ha una sua ragione d’esistere, purché sia artisticamente di valore.

A sei anni ero attirata dagli strumenti a percussione…il mio percorso musicale è stato abbastanza logico, la mia crescita musicale è stata alimentata da quel focolaio che ho ereditato da mio padre, un artista a cui devo la mia passione per la musica. Ilmio approccio al pianoforte è stato molto semplice e diretto: mi trovavo nella scuola di musica dove mio padre impartiva lezioni di chitarra, sentii una ragazza che suonava il pianoforte, rimasi a guardare… fu amore a prima vista! Subito dopo andai da mio padre dicendogli: “voglio suonare il pianoforte!” Detto fatto!

…quindi arriviamo direttamente al Diploma in pianoforte seguito da quello in Didattica della Musica… sarà per via della mia esperienza personale che è nato in me un grande interesse verso la musica e in particolar modo come essa viene vissuta dai bambini, i meccanismi che promuovono il loro interesse verso il ritmo e i suoni, i processi naturali che formano il loro carattere musicale…è gratificante veder suonare un bambino col sorriso sul volto.

Quale è il tuo modello di donna?

A me piace la donna forte, di carattere, che non si lascia influenzare…ma inutile dirlo…anche nella nostra società la donna che si è espone è sempre vista con occhio critico e prevenuto, soprattutto quando si tratta di una donna dall’aspetto gradevole…anche se ci si sta muovendo in un’altra direzione e le donne sono consapevoli del loro forte ascendente all’interno della società, nell’immaginario maschile lei è ancora vista come quel dolce angelo che affianca l’uomo appoggiandolo nelle scelte importanti…molte glielo lasciano credere…ma non è così. Credo nei cambiamenti, le prossime generazioni saranno avvantaggiate in questo senso.

Come dipingeresti il tuo futuro?

Il mio futuro lo dipingerei esattamente come uno dei quadri di Kandinsky, un artista che anelava a raggiungere attraverso le sue opere l’eterea essenza della musica…mi orienterei su una delle sue improvvisazioni, perché nella vita bisogna anche saper improvvisare…uno scorcio sul futuro potrebbe essere ad esempio questo:

Negli ultimi anni ho capito che le cose cambiamo continuamente, va bene fare progetti per il futuro ma bisogna sapersi adattare ai cambiamenti: “Non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti” sosteneva Darwin. E’ una grande verità.

Per una donna, è difficile emergere nel mondo dell’arte?

Volere è potere”, motto di grande ispirazione…se si desidera fortemente qualcosa e si è consapevoli di possedere un grande talento il sesso ha poca rilevanza, bisogna cercare di affrontare le difficoltà, concentrarsi sulla propria meta e andare per la propria strada spezzando i bastoni tra le ruote (e magari darli in testa a chi non crede nei nostri sogni)…io personalmente più che impormi preferirei essere scoperta e apprezzata da chi sa vedere qualcosa di interessante nella mia arte.

Un sano spirito di competizione tra uomini e donne in ambito lavorativo può essere produttivo, purché nei limiti…sarebbe inutile cercare di eliminare le differenze tra donna e uomo, bisognerebbe invece cercare di costruire una collaborazione; se diamo uno sguardo all’Europa, le donne che fino a questo momento sono riuscite ad occupare posti di responsabilità in Italia non sono moltissime…

Non riesco ad immaginare un’arte prettamente femminile, né tuttavia riesco a immaginare l’opposto…come ho appena detto la collaborazione tra uomo e donna è fondamentale per la riuscita di qualsiasi cosa, l’arte non ha sesso.

Cosa consiglieresti ad una ragazza che vuol intraprendere la carriera artistica?

Credo che l’esperienza fatta sulla propria pelle faccia di una ragazza una vera donna…comunque un consiglio potrebbe essere quello di non lasciarsi condizionare dagli eventi, che a volte possono sembrare ostili…le cose accadono quasi sempre per un motivo…è importante fermarsi e pensare: quale vantaggio posso trarre da questo evento negativo? …anche se in quel momento sembra impossibile, accettare i consigli da persone sagge ma decidere con la propria mente, mai fermarsi alle apparenze e soprattutto non mollare mai!!!

Raccontaci l’esperienza artistica con il maestro Pescini…

L’incontro con il maestro Pescini…è stato del tutto naturale, casuale…la sua musica fin dalle prime note che ho ascoltato mi ha subito affascinata, c’è qualcosa di magico nel suo modo di comporre che attrae, l’affetto dei suoi fan lo dimostra…le sue note riescono a descrivere perfettamente alcuni miei stati d’animo e credo sia questo il motivo che mi ha spinta ad interessarmi alla sua musica…il profondo mistero della musica, arte che unisce i pensieri e le speranze dell’umanità mettendo  tutti sullo stesso piano, senza distinzioni, rendendo chiunque degno di ascoltarla, farla propria e viverla…indimenticabile il concerto tenuto lo scorso settembre alle terme di Montecatini, in occasione dell’evento “7 artisti per un compositore” durante il quale ho eseguito 7 tra le composizioni del maestro e devo dire che è stata un’esperienza particolarmente stimolante dal punto di vista creativo, mi ha lasciato una grande carica positiva…spero che questa energia continui ad alimentare nuovi progetti, come l’ultimo che è nato la scorsa estate dalla nostra collaborazione: il video “Like sand through fingers” (Come sabbia tra le dita) . E’ un clip che mette in primo piano la sabbia che rappresenta lo scorrere del tempo, scandito da una clessidra che fa da protagonista… il resto è tutto da scoprire…

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