Gemma Formaglio – Pittrice

ritratto

Viareggina, si diploma nel 1961 al Liceo Artistico di Carrara, frequenta l’Accademia. Partecipa attivamente alla vita artistica entrando a far parte di diverse associazioni e incontrando maestri pittori e scultori contemporanei.

Espone in mostre personali e collettive riscuotendo particolare consenso di pubblico e di critica, anche in qualità di ritrattista.

Dal 1994 viene chiamata a insegnare pittura e modellato della figura all’UTE (Università Della terza età) di Cividale del Friuli.

Opere sue si possono ammirare in collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.

Questo il video nel quale le pennellate di Gemma sono state intrecciate con le note del pianoforte di Lorenzo Pescini
 

Remanzanzacco,  1  gennaio  2012.

Nell’arco di mezzo secolo ho frequentato diversi  Maestri  pittori e scultori.  Giorgio Michetti  lo conosco da quando, insieme a sua figlia Franca, frequentavo il Liceo Artistico. Il  Maestro non è molto cambiato da  quando faceva l’illustratore. Allora noi ragazzi andavamo,  quasi di soppiatto, nel suo studio. Lui,  contento di vederci,  ci parlava della sua concezione dell’Arte comunicandoci il suo entusiasmo, segreto della sua creatività. Ho fatto tesoro dei suoi insegnamenti  come di quelli che ci venivano impartiti dai nostri professori.

A scuola ci insegnava Figura il Professor Padovan,un uomo tanto severo da indurre talvolta  al pianto, con i  suoi rimproveri, i ragazzi che per lui non erano adatti a frequentare una scuola come la nostra.

Ornato ce lo insegnava il Professor Pezzica. Ricordo di aver vinto il mio primo “Primo premio”in una mostra  organizzata da lui.

Ci svelava i segreti  della creta un valido scultore, a cui noi ragazzi avevamo affibbiato un nomignolo che veramente gli stava a pennello, ma che non sto qui a riferire.

All’Accademia c’era invece  lo scultore,  Professor Guidi. Quando già erano  passati diversi anni dai tempi dell’Accademia   continuavo a dipingere e a modellare la creta. Spesso le mie figliole mi facevano da modelle e le loro amiche venivano a dipingere a olio a casa  nostra.  Io facevo il ritratto a tutte e continuavo a esporre in collettive,vincendo  dei premi e vendendo  spesso anche qualche quadro.

Questo succedeva non solo a Viareggio, ma anche a Udine. Là andavo a sottoporre le mie opere all’attenzione del pittore Giorgio Moldiani  e dei diversi artisti, quasi tutti soci del Centro Friulano Arti Plastiche,  che lo frequentavano .

  Accettavo volentieri le critiche, anche se talvolta certe  tendenze artistiche potevano differire dalle mie e, non dimenticando che il Friuli è stato la patria dei fratelli Basaldella, ascoltavo  nelle loro parole  la voce di Afro.

Al Centro Friulano Arti Plastiche apparteneva anche il Professor Giuseppe Delle Vedove,  insegnante A  Cividale del Friuli, che mi chiese di sostituirlo,  qualche volta, nelle sue lezioni all’U.T.E. (Università Della terza età). Mi misi così a insegnare un po’ di Disegno dal vero e di Prospettiva, ma  soprattutto, mi impegnai a insegnare come  dare le ombre.

Anche il Professore Cirillo Iussa insegnava all’ U.T. E.  Come sua assistente lo seguivo nel suo giro di correzione dei lavori.

Intanto , a Viareggio, mi ero inscritta all’A.A.V. (Associazione Artisti Versiliesi) , che riuniva, con il patrocinio del Comune,  gli scultori e i pittori più noti. Il Maestro Serafino Beconi , che presentò   la mia prima “Personale” da Walter Bertin, ne era socio importante. La Galleria di Walter era frequentata prevalentemente da pittori  viareggini. Ci incontravamo spesso là, senza preavviso e,  sorridendo, ci informavamo l’un l’altro sui  nostri lavori  e sulle nostre prospettive. Ne discutevamo e quando, ad esempio, un giovane pittore ci mostrava un suo strano astratto gatto affiorante da misteriose, evanescenti  profondità;  mentre Menghino, pittore, sculto re, autore di coloratissime vetrate, d’animo troppo gentile e sensibile per esprimere giudizi negativi,lo osservava pensieroso, la  nostra comunione di interessi ci a aiutava a carpire impressioni  da cui riuscivamo tutti arricchiti. “Anche un giovane pittore può insegnarti qualcosa, se la sua pittura è sincera. Bello sarebbe – diceva Walter – Se riuscissimo a dipingere come bambini”.

Quando poi entrai a far parte del M.A.V.(Movimento Artistico Versilia), fondato da  Alberta Rossana, figlia del pittore Virginio Bianchi, la mia frequentazione di artisti divenne ancora più completa . Con  Arte Spazio di Paola Simoni , allacciai contatti con insegnanti dell’Accademia di Carrara. 

A Udine faccio ormai parte, da tempo, del Centro d’Arte G.B. Tiepolo.  All’U.T.E.,  dove insegno ormai da diciotto anni, ho  conosciuto Luigi  Vidoni.

Visitando le mostre,  poi, di quei Maestri  che  non ho avuto modo di conoscere  personalmente, ma  che vengono universalmente ammirati ed amano esporre in Versilia: Mitoraj, Vangi, Botero… ho imparato ad apprezzare sempre più:  l’inutilità del particolare eccessivo, la potenza di una semplice  linea, l’espressione di un movimento magari soltanto accennato, l’ efficacia di una superficie plastica  potentemente contrapposta alla vacuità di uno spazio e, soprattutto, la capacità di estrinsecare   nelle proprie opere i pensieri più riposti dell’anima.       

 Per contattare Gemma: gemmaformaglio@libero.it

 

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