Riflessioni ambientali sulla Concordia

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Due riflessioni a latere della tragedia umana del naufragio della Costa Concordia.

Rischio danni ambientali

Leggo su Adnkronos (16/1/12): “... La tesi è impopolare, ma che l’eventuale disastro provocato dalla fuoriuscita del gasolio contenuto nei serbatoi della Costa Concordia, sia meno grave di quanto non lo sarebbe un analogo sversamento di greggio non raffinato ce lo dicono la chimica ed i chimici. Innanzitutto una sostanziale differenza: il petrolio greggio è un mix di sostanze diverse, una parte di queste è più pesante dell’acqua e quando perde per naturale evaporazione le sostanze volatili che contiene, tende a depositarsi sul fondo dove resta per moltissimi anni prima che sia gradualmente assorbito dall’ambiente….  Il gasolio usato per l’alimentazione dei motori marini, come quelli della Costa C., continua Del Manzo, è diverso da quello che usiamo per l’auto, ha un tasso di zolfo superiore e quindi è potenzialmente più pericoloso per l’ambiente in caso di sversamento, ma è anche molto volatile e non ha residui… Per essere più chiari, in una scala di permaneza sul mare di derivati da idrocarburi, se la benzina è al valore 1, cioè è quella che si disperde prima, il greggio è al valore 400 mentre il gasolio è al valore 8. I fenomeni tipo ‘marea nera’ come quelli che abbiamo osservato in analoghi casi di sversamento di greggio, in questo caso non si verificheranno. L’attenzione deve certatamente essere però altissima perché i rischi di inquinamento con pesanti ricadute sull’habitat ci sono tutti… Il ministro ha sottolineato la necessità di fare presto perché ‘la situazione ci concede tempi stretti. La cosa più urgente è svuotare i serbatoi dalle 2400 tonnellate di carburante che mettono a rischio un’area molto vulnerabile e preziosa”.

Impatto ambientale delle crociere

Non so se tu che leggi sapevi che una nave da crociera,da 4.000 passeggieri come la Costa Crociere, porta, e quindi consuma, quasi 3.000 tonnellate (leggi bene tremila tonnellate, pari a 3 milioni di kilogrammi!) di carburante per un viaggio. Ciò significa che per realizzare la classica crociera sembrerebbe che vadano “in fumo” – nel vero senso della parola – quasi 3 milioni di chilogrammi di combustibile, peraltro come abbiamo letto precedentemente per le sue caratteristiche, di una tipologia è ben più inquinante della normale benzina.  Ma quale è l’impatto ambientale che il pianeta deve sopportare per far girellare per i mari le migliaria di crociere che portano a zonzo turisti annoiati, rumorose famiglie, pensionati benestanti.
E’ vero che nel settore navale e del turismo di crociera ci lavorano tante persone ma è possibile che nessuno trovi tecnologie, modalità, modelli, metodi che evitino un così tanto spreco di risorse? E’ possibile che si fa ricerca su tutto tranne che su sistemi per ridurre i consumi energetici? 

Io continuo a farmi domande…sperando che voci fuori dal coro traccino nuove rotte, trovino proseliti e realizzino soluzioni innovative che diano meno valore ai gretti interessi e più al futuro di questa umanità.

Lorenzo Pescini – Firenze, 21 gennaio 2012

 

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