“3×3 Racconti Erotici” di Monica Roiati

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Opera prima di Monica Roiati, “3×3 Racconti Erotici” nasce da un’ispirazione dettata dall’urgenza di esplorare in un modo nuovo un aspetto della vita intimo e privato: il sesso.

Il sesso in alcune circostanze rappresenta un’onda di energia creativa che ci travolge e ci restituisce al mondo diversi da noi stessi.

Le vicende narrate in questa appassionante raccolta di racconti, ci vengono sottoposte specchiate, vale a dire che la stessa storia verrà narrata dai due protagonisti in maniera disgiunta.

I protagonisti quindi avranno un’opportunità di riconnessione con le origini e il senso stesso della propria storia attraverso un tuffo in una esperienza potente e naturale dove il sesso funziona da veicolo per l’accesso a dimensioni profonde.

L’energia pura, non mediata dalle infrastrutture sociali e culturali, irrompe nella vita dei protagonisti segnalando l’urgenza di una riconnessione con il proprio sé profondo.

Le donne e gli uomini che qui sono raccontati in un momento cruciale della loro vita riescono ad approfittare di una magnifica opportunità.

E’ affascinante il modo in cui sono raccontati la sorpresa, l’indugio, il tremore, il dubbio e alla fine l’inevitabile resa di ciascuno dei protagonisti afferrati da un moto del corpo e dell’anima che nessuno di loro sa dove potrà condurli.

Con una prosa vibrante ed estremamente vitale,  l’autrice ci regala un esordio letterario spiazzante, che ci emoziona e ci invita a guardarci dentro regalandoci una splendida opportunità di risveglio.

Ecco un estratto…

“… Poi una mattina arrivò il venerdì, e con lui l’inizio della fine.

Quando il sole tramontò, Giulia era vestita di tutto punto, la piccola valigia vicino alla porta. Lei era in piedi pronta per uscire. Karim si avvicinò, si mise davanti a lei, vicinissimo, le braccia di entrambi ciondolavano inermi lungo il corpo, mentre le dita si cercarono e si intrecciarono. Con i volti si odoravano e strusciavano come gatti. Poi lui la baciò in fronte, sugli occhi e le sussurrò all’orecchio: “Adieu mon doux rayon de lune!” (Addio mio dolce raggio di Luna).

Lei prese la valigia e lentamente scese le scale, il corpo si era fatto pesante, non voleva andarsene.

Il fine settimana lo trascorse a casa in solitudine, vagò come una sonnambula indossando sempre il pigiama, svuotò il frigorifero e si alienò davanti al televisore per tutto il sabato. Domenica tentò maldestramente di riprendersi, uscì a fare due passi nel parco vicino casa.  Tutto le sembrò vuoto. Troppo silenzio nella sua casa, troppa solitudine. Inevitabilmente pensava e ripensava ai tanti momenti ricchi di vitalità vissuti con il suo Karim.

Trascorsero molti giorni, tutti uguali, lavoro lavoro lavoro. Giulia si era presto riabituata alla sua routine. Apparentemente tutto era come prima, se non fosse che a guardarla bene si notava una certa morbidezza nella sua andatura, gli occhi avevano un’altra luce e la sua proverbiale lingua tagliente era stata sostituita da pause silenziose.

Un martedì pomeriggio, un fattorino scampanellò con vigore, Sara corse ad aprire la porta dell’agenzia, si ritrovò davanti a un enorme cesto di rose rosse, erano per Giulia.

Sara le prese in consegna e le poggiò sulla scrivania della sua datrice di lavoro, poi chiuse la porta della stanza lasciando Giulia da sola. La donna cominciò a girare intorno al mazzo, lo scrutava. Erano delle magnifiche rose di un rosso intenso, con petali carnosi e vellutati e un gambo lunghissimo. Tra le foglie verdi vide una busta, la estrasse e istintivamente la portò al naso. Profumava di sandalo.

Aprì e cominciò a leggere…

Giulia,

mio dolce raggio di Luna,

piccolo generale in gonnella.

Tu che sei per me fiore odoroso, lieto ricordo.

A te che sei sbocciata tra le mie mani,

e hai percorso a piedi nudi tutti i sentieri del piacere.

Che coraggiosamente mi hai accompagnato nel paradiso.

A te un grazie dal profondo della mia anima.

Che possa la vita regalarti immense gioie

Rispettosamente

 tuo Karim

Giulia richiuse il foglio, lo portò sul cuore mentre calde lacrime scesero silenziose. L’anima reietta aveva concluso il suo lavoro, Giulia non era più la stessa.”

-.-.-

Per conoscere meglio l’autrice:

www.pescini.com/monicaroiati.html